lunedì, luglio 06, 2009

INNOCENZA

" Innocenza vuol dire diritto ad entrare nella vita con la gradualità che la maturazione umana verso una vita buona richiede, senza dover conoscere anzitempo la malizia e la malvagità "
(OGGI: Segretario Generale della Cei)

venerdì, giugno 19, 2009

ASSUNZIONE

"Nei momenti più imprevedibili sento la sua Assunzione al cielo come se avvenisse dentro di me.
All'improvviso si solleva, e, quando lo fa, non va in su,in cielo, ma sempre più in profondità dentro di me. Secondo August va a riempire i vuoti che la vita ha lasciato in noi."
(da La vita segreta delle api incantevole libro di Sue Monk Kidd )

LE COSE CAMBIANO

Un anno fa' una sconfitta che poteva diventare una resa.
Mesi e mesi in cui ho visto sbocciare un figlio.
Oggi una vittoria meritata che rende felici tanti cuori.
E' servito? A me si'.

lunedì, maggio 25, 2009

A Roma con i ragazzi della Cresima




Io sono stato creato
per fare e per essere qualcuno
per cui nessun altro è stato creato.
Io occupo un posto mio
nel cuore di Dio
nel mondo di Dio,
un posto da nessun altro occupato.

Poco importa che io sia ricco o povero,
disprezzato o stimato dagli uomini:
Dio mi conosce e mi chiama per nome.
Egli mi ha affidato una missione
che non ha affidato a nessun altro.
Dio non mi ha creato inutilmente.

In qualche modo sono necessario
ai progetti del Signore,
tanto necessario al mio posto
quanto un arcangelo al suo.
Io farò del bene ,Signore,
sarò un angelo di pace,
un testimone di verità
nel posto che tu Signore
mi hai assegnato.
Con la forza del tuo Spirito Santo
risponderò alla tua chiamata.
Amen.

mercoledì, maggio 13, 2009

Anatre

Non è stato un sogno...
Un piccolo stormo di anatre si è ritrovato i primi giorni di maggio a Castelnuovo Nigra, poco sopra Ivrea, a fare prove di volo.
Sarà perchè la mia realtà è un po' cruda, sarà perchè l'atterraggio è sempre un po' difficile, fatto sta' che faccio fatica a staccare il pensiero da quei giorni di gioia, quasi non volessi lasciarli andare. Parliamone ancora, parliamone...dai!



martedì, maggio 12, 2009

Gli sposi

Sempre camminare al suo lato-
la più piccola dei due!
Mente della sua mente-
sangue del suo sangue-
due vite-un essere-ora

Sempre gustare il suo destino-
se dolore-la maggior parte-
se gioia-rinunciare al pezzo mio
per quell'amato cuore-

Tutta la vita -conoscersi-
noi che non possiamo impararci-
e infine-un cambiamento-
chamato Cielo-
villaggi estatici di uomini-
nell'atto di apprendere
-ciò che ci sfuggiva-
senza dizionario!

Emily Dickinson (Poesie)

domenica, aprile 12, 2009

Pasqua 2009



venerdì, aprile 10, 2009

Schiaffi zen

Ho letto da qualche parte che gli "schiaffi" che si ricevono nella vita, sono più importanti delle "carezze". Questo non è stato detto da un gruppo di masochisti o da tristi persone pseudoreligiose che concepiscono l'esistenza solo come sacrificio e dolore. No.
E' un concetto che fa parte della filosofia zen: ogni schiaffo che ti da la vita, specialmente quelli che arrivano inaspettati e ingiusti sono sempre un'occasione per crescere, farsi persone migliori, comprendere nuovi aspetti , evolvere, allargare il cuore e la mente.

giovedì, aprile 02, 2009

Confidenza fra blogger

venerdì, marzo 20, 2009

Dove non arrivo io arriva un altro


Aneddoto famigliare:
Da due anni ho scoperto Tiziano Terzani, ho letto i suoi libri e mi sono piaciuti molto;in modo particolare"Un altro giro di giostra"mi ha appassionato.
In tante occasioni ho parlato con i miei figli delle belle esperienze che questo giornalista ha saputo fissare e donarci, ma l'indifferenza con cui hanno accolto il mio dire è stata totale.


Da circa un mese il ragazzo maggiore segue un corso di aggiornamento e una
sera di questa settimana arriva a casa entusiasta e a tavola si mette a raccontare di come un suo professore avesse tenuto quel giorno una lezione speciale partendo da un filmato di circa un' ora dell'ultima intervista fatta a...Tiziano Terzani.

Sono rimasta "sbacalita"(noi usiamo questo termine inventato che significa spiazzata, stupita e anche un po' intontita)
Non c'è verso :non ho ancora imparato che poco e niente trasmettiamo verbalmente?
E che le cose migliori che trasmettiamo e che rimangono non passano certo attraverso i nostri "bla bla bla"...
Ci devo sempre sbattere di naso eh?
DOVE NON ARRIVO IO SICURAMENTE ARRIVA UN ALTRO.

mercoledì, febbraio 25, 2009

Ha vinto il concorso

Vi ricordate di Stikki Bomba, Frizzy e Bombassei, quei tre bambini per me speciali?
Vi ricordate della loro mamma Jane Caltex? Quella mamma che studiava fino alle tre di notte per prepararsi ad un concorso importante; quella mamma che è riuscita ad arrivare al Politecnico di Narnia sotto montagne di neve , bufere di vento,stallattiti di ghiaccio,cunicoli di galaverna?

Ebbene quella mamma li', HA VINTO IL CONCORSO!!!!!

mercoledì, febbraio 04, 2009

Ho trovato una poesia attaccata ad una spiga

Non vivere su questa terra come un estraneo
O come un turista della natura.
Vivi in questo mondo come nella casa di tuo Padre:
credi al grano, alla terra, al mare,
ma prima di tutto credi all'uomo.
Senti la tristezza del ramo che si secca,
dell'astro che si spegne,
dell'animale ferito che rantola,
ma prima di tutto senti la tristezza e il dolore dell'uomo.
Ti diano gioia tutti i beni della terra.
L'ombra e la luce ti diano gioia,
le quattro stagioni ti diano gioia,
ma soprattutto, a piene mani, ti dia gioia l'uomo.
(Nazim Hikmet)

lunedì, febbraio 02, 2009

Sorgente d'acqua che zampilla in un venerdì sera

L'Esperienza di Dio è mistero. Ognuno di noi ha un proprio percorso per scoprire Dio.
Tentare di forzare questo percorso, di appropriarsi di questo mistero, significa essere dei devastatori della singolare irrepetibilità di ogni persona.
Posso aiutare chi mi sta accanto con la mia presenza discreta, posso tentare di leggere con lui o con lei i segni della venuta del Signore nella nostra vita, mai però posso forzare i tempi e i ritmi di una crescita che può solo avvenire nell'intimo.
Occorre abolire due verbi nel nostro vocabolario: indottrinare e inculcare.Il Dio che noi sperimentiamo, infatti, è Presenza forte e discreta dentro di noi,è il Dio personale, originale, gratuito, non trionfatore ma liberatore. ( brano tratto dal libro L'alfabeto della coppia)

Venerdì sera i miei due ragazzi, avevano negli occhi una grande gioia :il maggiore tornava a casa dopo aver passato tre ore del suo tempo a spiegare alcuni segreti del computer ad un amico non vedente; il minore, facendo servizio con gli scaut, tornava a casa dopo aver giocato a pallamano con un gruppo di coetanei "diversamente abili". Ci hanno raccontato come era andata ed erano pieni di contentezza. Sono riusciti a trasmetterla anche a me.
I due fratelli sono gli stessi che prendendomi bonariamente in giro ogni tanto mi cantano:" mamma, oh mamma , vieni a pescare con noi, ci manca il verme". Insomma due tipi piuttosto ironici e a volte irridenti , ma venerdi sera zampillavano acqua viva e mi hanno dato da bere.

venerdì, gennaio 23, 2009

Un papà

"Quando andiamo al mare, il mio papà mi porta dove non si tocca e mi dice:' appoggiati disteso'.
Io lo so che lui mi tiene e in mezzo a tutta quell'acqua non ho paura. Io sono tranquillo come un pesce con suo padre quando nessuno li pesca."
Alessandro 7 anni

Abbiamo bisogno di fare l'esperienza di essere'legati' a qualcuno, per poterci sentire' legati' a QUALCUNO.

martedì, gennaio 13, 2009

Non ci facciamo mancare niente

E' di ieri una notizia che mi ha lasciata un po' sconcertata: su alcune linee del metrò di Barcellona sono apparsi grandi manifesti pubblicitari con questa scritta "Probabilmente Dio non esiste, smettila di preoccuparti e goditi la vita".
Questa particolare campagna pubblicitaria è stata sovvenzionata dall'associazione atei e liberi pensatori della Catalogna, (caspita quanti soldi devono avere...) ed io lì per lì mi sono data spiegazione di questa strana iniziativa tirandomi in ballo Zapatero, una certa mentalità molto aperta su alcune "conquiste " laiche che in questi ultimi anni hanno caratterizzato la Spagna...
Ma stamattina leggo sul Secolo XIX di Genova che anche da noi , sui nostri autobus , sono stati comprati spazi pubblicitari sempre dall'associazione atei e liberi pensatori ( immagino non più catalani ma genovesi e comunque caspita quanti soldi devono avere...) e sono apparse queste scritte :"La cattiva notizia è che Dio non esiste. Quella buona è che non ne hai bisogno."
Noi non saremo certo Barcellona, ma nel nostro piccolo NON CI FACCIAMO CERTO MANCARE NIENTE.



Insegno catechismo in una parrocchia di Genova ed ieri con i miei ragazzi abbiamo parlato di questa novità tramviaria. Abbiamo sempre immaginato Dio come un Papà , un papà buono su cui fare affidamento, un papà che ti tiene in braccio e non ti molla, un papà che ti accompagna e ti orienta verso il bene, noi non siamo preoccupati perchè Dio esiste,noi siamo contenti che Dio esista.
Noi siamo contenti di aver bisogno di Dio e sappiamo anche che Lui ha bisogno di noi, che possiamo essere le sue mani, le sue braccia, il suo cuore.
E ci godiamo la vita.

giovedì, gennaio 01, 2009

Parla, che io ho tempo

In questi giorni di festa, ho incontrato una anziana e carissima signora, che sta vivendo uno dei dolori più grandi che possano capitare ad un essere umano :la morte di un figlio.
Non ci sono parole da dire di fronte ad una prova così, veramente non ci sono parole da dire.
Ci sono però tante parole da ascoltare.
Alcune di queste sue parole mi hanno illuminato particolarmente: mi ha raccontato di una sua vecchia amica, una di quelle che si conoscono da bambine e ti accompagnano per tutta la vita, che in questi giorni così crudi le telefona spesso ed inizia la telefonata così :"Parla Adriana, parla, che mi' ho tempu" (per chi non conoscesse il dialetto genovese significa"che io ho tempo").

Veloci ed asettici sms riempiono l'etere di "nulla",Facebook ci collega con l'illusione di avere tanti amici e intanto diventiamo sempre più incapaci di abbracciare, provare compassione, condividere. Una anziana signora, senza saperlo, seguendo un impulso di affetto, è più rivoluzionaria del più grande rivoluzionario e cambia il mondo, cambia il mondo senza urlare slogan.

CHE COSA VIVIAMO A FARE, SE NON PER SOLLEVARCI A TURNO GLI UNI CON GLI ALTRI?

lunedì, dicembre 29, 2008

Tre bambini

Stikky Bomba, Frizzy e Bombassei sono per me tre bambini speciali.
Abitano in una casetta meravigliosa, ai confini con il regno di Narnia: in questi giorni nel loro giardino ci sono montagne di neve sulle quali arrampicarsi e giocare. Hanno le guance rosse, berretti, giacche a vento, sciarpe coloratissime che spiccano in mezzo a tutto quel bianco.
Per Natale hanno ricevuto in dono un bellissimo calcio balilla, di quelli veri, che ancora si possono trovare negli oratori parrocchiali o in qualche bar di paese.
I loro genitori hanno saputo suggerire bene a Babbo Natale il dono più gradito .
Così, invece di passare le ore davanti al computer a rimbecillirsi, organizzano tornei fra di loro e con gli amici. Nel grande salone al primo piano si sentono scoppi di risate, urla, incitamenti,trionfi da gooool...!!!
Ieri sera Sticchy Bomba ha perso un dentino e altri tre sono pronti a cadere, cose che succedono a sei anni.
A Frizzy piace molto ballare e ogni tanto ,quando meno te lo aspetti, ti piroetta davanti agli occhi.
Bombassei fa dei bellissimi disegni, da rimanere incantati!
Papà e mamma si chiamano Joe Coogan e Jane Caltex . Jane ha un concorso importante per il suo lavoro e sta studiando molto (speriamo che lo passi perchè una mamma che studia fino alle tre di notte se lo merita proprio).
Joe è un papà molto simpatico che ti sa sempre consigliare la medicina giusta al momento giusto perchè è un vero esperto in questo settore :non esistono segreti per lui nel campo dei farmaci e direi anche in quello delle creme per la pelle, le mani, total body ecc.
Anzi bisogna proprio che gli chieda che cosa sarebbe adatto per coprire questi brufoli post natalizi

venerdì, dicembre 12, 2008

Due orecchini

Due piccoli orecchini d'oro con pietra azzurro-mare ai lobi della mia mamma, parecchi anni fa.
Due piccoli orecchini d'oro con pietra azzurro mare ai lobi di mia figlia, oggi.
Gli stessi orecchini portati da una nonna per le strade di Genova ora camminano per le vie di Barcellona :un ponte, un testimone passato di generazione in generazione, le radici che si intrecciano col futuro, una storia che continua come un grande abbraccio e sembra suggerire le parole protezione, fiducia, presenza.

martedì, novembre 18, 2008

Per fortuna abbiamo agende diverse

Lunedì sera, ore 21. Siamo ad una riunione di famiglie.
Arrivano i partecipanti, ci salutiamo affabilmente, ci sediamo intorno ad un tavolo,io accanto a mio marito. Il relatore inizia a parlare e noi tiriamo fuori le nostre agende per prendere appunti.
Enzo tira fuori una bellissima agenda in pelle ricca di tasche e taschine, con tanto di organizer.
Io tiro fuori un blocchetto che mi hanno regalato alla Coop, con disegnati in prima pagina tanti personaggi dei cartoni animati: Titti, Gatto Silvestro, Duffy Duk ecc...
Cominciamo a prendere appunti, ma mi cade l'occhio sulle due agende e mi scappa da ridere.
Io e lui.
L'uno razionale, l'altra irrazionale.
L'uno più serio, l'altra che anche in una serata importante usa uno strumento buffo (forse per sdrammatizzare?).
L'uno lucido, con proposte concrete (anche dopo una giornata che è stata faticosissima) , l'altra naif allo stato puro.
L'uno creativo ma supportato dalla logica, l'altra creativa ma supportata dalla confusione.
Due facce di un 1.
Per fortuna che ho incontrato te che mi completi!
Per fortuna che hai incontrato me che ti completo!

lunedì, novembre 10, 2008

Le Coppie

Vedo le coppie come equipaggi iscritti ad una gara di cannottaggio.
La competizione è "due con", qualcuno crede che sia "due senza".

Lungo il percorso sciamano una grande varietà di concorrenti:
ci sono i più affiatati che filano via senza fatica,
c'è chi si stanca facilmente e smette di remare,
c'è chi discute sulla direzione da prendere o su chi deve remare.
c'è chi rema dritto e chi rema contro,
c'è chi non rema perchè l'altro rema per due,
c'è chi non può remare perchè deve sistemare la barca che fa acqua,
c'è chi maledisce la propria barca perchè gli sembra più pesante delle altre,
c'è chi rema con orgoglio perchè gli sembra di essere l'unico a remare su quella barca,
c'è chi non ha più voglia di remare,
c'è chi crede di essere l'unica barca del percorso e non si accorge delle altre barche,
c'è chi dopo una partenza burrascosa, trova l'accordo con il compagno...


Ma la maggior parte rema con fatica,
ma rema sempre, colpo su colpo,nella giusta direzione,
lasciandosi guidare dal timoniere.
Tutte queste barche sono silenziose e vanno avanti
nonostante le difficoltà del percorso e nonostante tutto.

Dietro di loro lasciano una scia fresca e luminosa che invita a seguirle.

(Angiolino e Mimma)

giovedì, novembre 06, 2008

Non ho nessuna idea di dove sto andando

Io, Signore Iddio, non ho nessuna idea di dove sto andando.
Non vedo la strada che mi sta davanti.
Non posso sapere con certezza dove andrò a finire.
In verità, non conosco neppure bene me stesso,
e il fatto che penso di seguire la tua volontà,
non significa che lo stia davvero facendo.
Ma sono sinceramente convinto
che in realtà ti piaccia
il mio desiderio di piacerti
e spero di averlo in tutte le cose,
spero di non fare mai nulla senza tale desiderio.
So che, se agirò così,
la tua volontà mi condurrà per la via giusta,
quantunque io possa non capirne nulla.
Avrò sempre fiducia in te,
anche quando potrà sembrarmi di essere perduto
e avvolto nell'ombra...
Non avrò paura,
perchè tu sei con me
e so che non mi lasci solo di fronte ai pericoli.

PREGHIERA di Thomas Merton

martedì, novembre 04, 2008

Ave Maria

Ave Maria,
piena di grazia
il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra tutte le donne
e benedetto il frutto
del seno tuo:Gesù.
Santa Maria
madre di Dio
prega per noi peccatori
adesso...
e nell'ora della nostra morte
Amen


Non ho paura di disturbarti, con grande confidenza , semplicità e tenerezza .

mercoledì, ottobre 08, 2008

UNA RISATA CI SALVERA'

Un grande maestro zen spiegava ai suoi discepoli le fasi che aveva attraversato alla ricerca del divino.
"Prima di tutto Dio mi condusse per mano nel Paese dell'Azione, dove rimasi per parecchi anni.
Poi egli mi portò nel Paese del Dolore, vissi laggiù finchè il mio cuore non fu del tutto purificato da ogni attaccamento sbagliato.
Allora mi trovai nel Paese dell'Amore, le cui fiamme ardenti consumarono ogni più piccola traccia del mio io e quindi potei giungere al Paese del Silenzio, dove furono svelati davanti ai miei occhi pieni di sorpresa i misteri della vita e della morte."
"Fu questa maestro l'ultima tappa della vostra ricerca?"chiesero i discepoli.
"No"rispose il maestro, "un giorno Dio disse:Oggi ti condurrò nel punto più sacro del Tempio,nel cuore stesso di Dio." "E mi trovai nel Paese della Risata."
Tratto da La preghiera della rana di Anthony de Mello


Mi rendo conto che non c'è proprio niente da ridere soprattutto in questi ultimi giorni in cui sembrano crollare tutte le certezze finanziarie mondiali, eppure e nondimeno provo una gioia intensa quando io stessa o qualcuno della mia famiglia (di solito è il figlio più piccolo il più ironico di tutti) riesce a filtrare la realtà nostra attraverso una battuta che fa almeno sorridere.
Considero un dono del Cielo e un segno di grande intelligenza saper vedere il buffo dovunque, comunque.
Chi ride è molto vicino a Dio, è un essere molto spirituale.
Ho l'onore di conoscere una eterna ragazza che inchiodata di giorno sulla carrozzina causa sclerosi multipla,e inchiodata di notte ad una macchina causa dialisi riesce a tirare fuori battute fulminanti tipo : "Io non ne ho l'occasione,per evidenti motivi, ma sento che sarei una grande peccatrice..." Ridere con lei è molto bello e vi assicuro che i suoi "mercati " sono già crollati da molti anni.

venerdì, ottobre 03, 2008

IL Matrimonio

Il matrimonio è più del vostro amore reciproco.
Ha maggiore dignità e maggior potere.
Finchè siete solo voi ad amarvi ,
il vostro sguardo si limita
nel riquadro isolato della vostra coppia.
Entrando nel matrimonio,
siete invece un anello della catena
di generazioni che Dio fa andare e venire
e chiama al suo regno.
Nel vostro sentimento godete
solo il cielo privato della vostra felicità.
Nel matrimonio, invece,
venite collocati attivamente nel mondo
e ne diventate responsabili.
Il sentimento del vostro amore
appartiene a voi soli,
il matrimonio, invece,
è un'investitura e un mandato.
Per fare un re non basta che lui ne abbia voglia,
occorre che gli riconoscano l'incarico di regnare.
Così non è la voglia di amarvi che vi stabilisce
come strumento della vita.
E' il matrimonio che ve ne rende atti.
Non è il vostro amore che sostiene il matrimonio:
è il matrimonio che d'ora in poi,
porta sulle spalle il vostro amore.
Dio vi unisce in matrimonio:
non lo fate voi, è Dio che lo fa.
Dio protegge la vostra unità indissolubile
di fronte ad ogni pericolo
che la minaccia dall'interno e dall'esterno.
Dio è il garante dell'indissolubilità.
E' una gioiosa certezza sapere
che nessuna potenza terrena,
nessuna tentazione,
nessuna debolezza
potranno sciogliere ciò che Dio ha unito.


da una lettera scritta dal campo di concentramento di Flossenburg
a due amici che stavano per sposarsi da DIETRICH BONHOEFFER

giovedì, ottobre 02, 2008

AMICIZIA





"Per favore...addomesticami", disse.
"Volentieri", rispose il piccolo principe,"ma non ho molto tempo,però. Ho da conoscere molte cose".
"Non si conoscono che le cose che si addomesticano", disse la volpe.
"Gli uomini non hanno più tempo per conoscere nulla.Comprano dai mercanti le cose già fatte.Ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno più amici.
Se tu vuoi un amico addomesticami!"
"Che cosa bisogna fare?" domandò il piccolo principe?"
"Bisogna essere molto pazienti", rispose la volpe. "In principio tu ti siederai un po' lontano da me, così, nell'erba. Io ti guarderò con la coda dell'occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai sederti un po' più vicino..."

da IL PICCOLO PRINCIPE di Antoine de Saint Exupery

domenica, settembre 14, 2008

Dove va Lei io vado

Ho fatto un viaggio, un bellissimo viaggio in Sicilia.
Ho visto cose...Ho visto fare la ricotta nella casa di campagna di cari amici conosciuti due ore prima (eppure non ho altre parole per definire queste persone perchè ci hanno accolto come solo dei cari amici sanno fare), ho visto la scalinata dei turchi apparire come una specie di miraggio bianco e poi avvicinarsi in tutto il suo splendore di marna, ho visto i mulini a vento accanto alle saline rosa, ho assaggiato una specie di nettare degli dei nelle cantine Florio a Marsala, ho visto Favignana e non si può che pensare di ritornarci, mi sono rimpinzata di cioccolata a Modica, di gelato al gelsomino e granita al limone, ho visto cose...
Ho visto una festa di paese a Scoglitti con la statua della Madonna portata in processione dalle sei di sera a mezzanotte, una statua che ha attraversato 68 strade e si è fermata sotto terrazze dalle quali piovevano coriandoli e palloncini colorati. Seguendo un pezzo di processione, fra gendarmi con pennacchi in testa, sindaco e autorità varie, ho chiesto ad una anziana signora:" Mi scusi, sa dove sta andando la Madonna?"
" Non lo so, non sono di qui, ma dove va la Madonna, io vado."
Non so perchè ma questa è la frase più spirituale e forse la più bella che ho sentito in questa estate.

lunedì, giugno 16, 2008

LA BUA

Non ridere della mia bua, perchè oggi è mia, ma domani potrebbe essere la tua.
( da un proverbio toscano, della val di Chiana)

mercoledì, giugno 04, 2008

Distacco

Nel Vangelo di Giovanni Gesù dice:" E' bene per voi che io me ne vada, altrimenti non verrà lo Spirito". Si direbbe che Gesù avverta di essere un ostacolo per il cammino dei suoi discepoli,come se egli impedisse lo sviluppo della loro fede.
Le cose stavano realmente in questo modo: i discepoli avevano con Gesù un rapporto tale che non poteva consentire ulteriori sviluppi; il loro cammino di fede richiedeva un distacco.
Nella dichiarazione di Gesù:"E' bene per voi che io me ne vada", è indicata una legge essenziale della storia salvifica. Essa vale anche per la famiglia. Anche i genitori devono poter dire ai figli:"è bene per voi che ce ne andiamo, altrimenti non viene lo Spirito".
I genitori dovrebbero consegnare i figli alla loro avventura e alla storia perchè sappiano partire verso il loro destino. E anche nel rapporto di coppia ogni partner consegna l'altro alla vita e alla sua identità definitiva e matura di figlio di Dio che porta con dignità il proprio nome "scritto nei cieli"
( brano tratto dal libro Storie di coppie, tracce di Dio)

Passeggiando in Corso Italia raccontavo ad Enzo come queste parole mi trovavano d'accordo, anche se sono pienamente cosciente della mia terribile invidia nei confronti di quelle madri che invece si sono tenute i figli attaccati con le unghie e con i denti cosa che a me non è riuscita.
Lo so sembra una contraddizione ma non mi vergogno delle mie contraddizioni :sono in cammino non sono già arrivata, ci sto lavorando , ci sto lavorando...
.

giovedì, maggio 29, 2008

Dedicato a MARIO e a NUCCIA

Ci sono i santi dell'ottavo giorno
che testimoniano una nuova creazione
ci sono i santi dell'ultima ora
che scrivono un quinto Vangelo
ci sono i santi delle retrovie
che felici entrano alle nozze eterne.

JACQUES GAUTHIER

Un figlio

La paternità è la relazione con un estraneo che, pur essendo altri, è me.
Il figlio infatti non è semplicemente opera mia, come un poema o come un oggetto da me costruito; non è neppure mia proprietà.
Nè le categorie del potere, nè quelle dell'avere sono in grado di designare la relazione con un figlio. Nè la nozione di causa, nè la nozione di proprietà permettono di cogliere il fatto della fecondità.
Io non HO mio figlio; io SONO in qualche modo mio figlio. Solo che le parole io SONO hanno qui un significato differente...
D'altra parte il figlio non è un evento qualsiasi che mi accade, come, per esempio, la mia tristezza, la mia sventura o la mia sofferenza.
Si tratta di un io, si tratta di una persona.

EMMANUEL LEVINAS

sabato, maggio 24, 2008

Multivitaminico

Subito prima di un miracolo, subito dopo l'ultima settimana di colloqui con i prof. (che certamente mi vale come indulgenza pro Paradiso) ; a metà strada fra l'acqua di Lourdes e il furore di quattro schiaffi ben dati , è questo il tempo di ACUTIL FOSFORO.

mercoledì, maggio 21, 2008

Impiantino ai denti

Una buona occasione per stare qualche giorno senza dire troppe scemate . Approfitta, approfitta ...

lunedì, maggio 05, 2008

IL VIAGGIO NON TI PORTA MAI SOLO DOVE PENSAVI DI ANDARE

Ho fatto un viaggio a Loreto e mi sono ritrovata, senza averlo preventivato,nel bel mezzo di un cammino di riscoperta del sacramento del matrimonio.
28 anni fa io ed Enzo abbiamo celebrato qualcosa di grandissimo che continua ancora oggi e la cui dignità è enorme,pari (non di meno), pari a una vocazione sacerdotale.
Qualcuno mi ha ricordato che noi sposati siamo il sogno di Dio, che Lui da sempre ci ha pensati insieme.
Qualcuno mi ha ricordato che i figli nostri sono esseri che prima non c'erano e che diventano eterni non solo perchè Dio lo ha voluto ma anche perchè noi lo abbiamo voluto.
E cosi' la nostra vita si è dipanata,anno dopo anno, in questo misterioso scambio fra un uomo e una donna; diversissimi uno dall'altra, quasi impossibili da mettere insieme (come un cammello e un delfino) perchè amarsi fra uguali non c'è neanche gusto in quanto non c'è proprio niente da scambiarsi.
Non sempre abbiamo avuto la consapevolezza di questa dignità presente nel nostro matrimonio, sicuramente la intuivamo all'inizio ma era confusa con altri elementi, alcuni dolori e delusioni ce l'hanno forse a tratti fatta perdere di vista. Quanto bene fa, sentirsela ricordare! Quanto bene fa!
Non ti esime dal lavorarci sodo, non ti toglie le responsabilità, non ti assolve da nulla, non ti inorgoglisce ma ti da la dimensione di un progetto importante a cui puoi partecipare.
Come un architetto mette la sua firma sotto una serie di disegni che ha realizzato e già pregusta la loro trasformazionei in cemento, pietre o altro materiale, cosi' anche noi sposati possiamo firmare sorridendo il lavoro di giorni e notti nella gioia di aver potuto concretizzare qualcosa di bello. Ci abbiamo messo la firma, ci abbiamo messo la faccia, siamo più degli artigiani che dei Renzo Piano, ma con l'aiuto di Dio avanti.

mercoledì, aprile 16, 2008

Una statua di sale

Qualche sera fa' mi è stata regalata un'idea.
Ero con un gruppetto di famiglie della mia parrocchia che si vede una volta al mese e con grande semplicità approfondisce argomenti vari che riguardano la vita di coppia; si parlava della cantina-soffitta come luogo della casa dove si conservano tanti oggetti, a volte accatastati, e più metaforicamente come luogo dei ricordi.
Si parlava dei ricordi belli e brutti e di come, a volte, si tende più a conservare, quasi ad attaccarsi, ai secondi rispetto ai primi.
Improvvisamente un sacerdote che partecipava alla serata, ha ricordato il racconto della distruzione di Sodoma e Gomorra e Lot che con le sue figlie e la moglie fugge dalla città quasi portato per mano dagli angeli del Signore con questo consiglio:" Fuggi dalla città e non guardare indietro e non fermarti".
La moglie di Lot non ce la fa' a non guardare indietro, si gira a guardare il male, e, dice la Bibbia , viene trasformata in una statua di sale.
L'augurio che ci ha fatto quel sacerdote era: non fermiamoci a guardare il male che c'è stato nella nostra vita, altrimenti restiamo paralizzati, fermi , cristallizzati, bloccati, altrimenti non si va
più avanti e si muore con negli occhi il male. (ricevuto dagli altri o fatto da noi, che importa?)
Guardare il male con insistenza, quasi con un sottile gusto; guardare il male per il male, crogiolandosi, con una smorfia del viso all'ingiù.
Guardare la distruzione che forse qualcuno ha attuato nella nostra vita e guardare solo quella!
(Come ho sofferto. Povera me come ho sofferto!!)
CHE BRUTTO APPROCCIO!!!
Che bello invece il passo veloce di Lot su per il monte, quasi una corsa.
Via via chissà cosa mi aspetta, chissà cosa vedrò di nuovo e di positivo.
Che bella idea mi è stata regalata qualche sera fa...

lunedì, aprile 07, 2008

LIBERA NOS

Ma chi potrebbe, per favore, liberarci dalla presenza di una cosiddetta attrice che, in questi giorni, ci ha deliziato con il trailer del suo ultimo impegnativissimo film?
Ma per quanto ancora?
Non sarebbe auspicabile una bella cordata, oltre che per l'Alitalia, affinchè le vere attrici lavorino e le finte attrici vadano un po' a quel paese?
Si sente che sono leggermente alterata, vero?
Ebbene si' e sapete perchè? Perchè qualsiasi ragazzino, compreso mio figlio, cliccando sulla prima pagina di Repubblica, poteva vedere la suddetta rotolarsi nuda in mezzo alle pallottole ecc.ecc. ecc.
A Belloccia!!! Direi che a tutto c'è un limite e qui è stato raggiunto quello del ridicolo.
Non sono il responsabile della Pastorale giovanile della CEI, ma veramente non se ne può più.
Mi aspetterei una bella presa di posizione delle attrici vere, una sorta di riscossa e sono un po' stupita del silenzio della categoria.
Va beh, tenendo conto dell'unica espressione che la suddetta sa proporre, credo che il tempo farà giustizia da solo. Però che tristezza!

giovedì, aprile 03, 2008

SMS per decollare

L' ultimo è arrivato tre giorni fa ed inizia cosi': "grazie mamma..."
Alla fine di una giornata un po' pesante, come un balsamo che ha fatto bene al cuore, mi sono ritrovata a volare sulle ali di quel messaggino.
A volte alcune parole non si riescono a tirare fuori e allora si affidano ad una scatoletta e dall'altra parte della scatoletta c'è una persona che non se le aspettava e che rimane colpita dalla loro profondità. Grazie figlio.

SMS che non decollano

Ho imparato da circa tre anni a spedire sms con il telefonino; mi ha insegnato mio figlio più piccolo che ha vinto il mio imbranesimo e mi ha introdotto nel misterioso mondo dei messaggini.


Ho avuto da subito grandi difficoltà nel sintetizzare pensieri un po' più complessi con delle specie di slogan. Finchè gli sms riguardavano semplici avvisi tipo : torno a casa alle sette oppure compra tu il pane , tutto ok. Le difficoltà sono iniziate quando ho preteso di far entrare il mio mondo affettivo in due righe, quando ho voluto esprimere pensieri un po' più profondi, domande un po' più articolate.
Misteriosamente, a volte, l'effetto è stato il contrario di ciò che volevo comunicare.
Mi è capitato di voler consolare e di trasmettere invece parole che possono aver infastidito, mi è capitato di non riuscire a tenere dentro una preoccupazione che messaggiata con fretta si è resa incomprensibile alla persona che la riceveva.
Deve essere la vendetta della parola "parlata" occhi negli occhi sulla parola che arriva tramite MOTOROLA; deve essere il richiamo di qualcosa di antico fatto di semplicità e trasparenza contrapposto alla ricarica da 10 ,20, 30; deve essere la disponibilità dei cuori contapposta alla disponibilità del traffico telefonico.

venerdì, marzo 28, 2008

Stirando

C'è qualcosa di misteriosamente soddisfacente nello stirare.
Da una camicia o una maglietta tutta grinzosa appianare gli affossamenti e tirarne fuori panni lisci, maniche e colletti perfetti sopra i quali il ferro danza, da'... gioia.
Non parlo poi delle lenzuola e dei loro bordi che tra sbuffi e micro sguizzi, si trasformano da aspre collinette in pianure percorribili.
E cosa dire dei jeans che ritiro semi rigidi dalla corda e mi si rimodellano morbidamente sotto le mani ?
Questa montagna di roba da stirare informe e disordinata si trasforma, con una leggera pressione, in sottilissimi foglietti colorati da riporre in cassetti e armadi.
Mi annoia la solitudine dell'atto dello stirare, mi affatica stare in piedi sempre nella stessa posizione, ma il risultato è piacevole.
Stirando, spesso penso come sarebbe bello e magico, riuscire ad appianare situazioni ingarbugliate della vita, come fossero stoffe, con un'oretta di lavoro davanti ad un asse.
Un figlio soffre perchè è stato lasciato da un amore?
Presto, un passaggio del ferro superaccessoriato ed ecco la piega dolorosa diventa liscia quasi sorriso.
Un marito soffre per problemi di lavoro?
Presto, due sbuffi di vapore anticalcare e tornano distensione, ottimismo e profumo della vita.
Una figlia fatica a dialogare con te?
Presto, un po' di percorso ad ostacoli tra una fila di bottoni ed ecco l'autostrada del Sole.
Un adolescente è un po' tanto tanto confuso ?
Presto, inumidendo un po' il panno tutto scorre scorre scorre verso un buon fine.


Bene, per il momento mi accontento di aver districato la matassa che raggiungeva altezze notevoli e so che per un po' di giorni non stiro più .
Firmato Mary Poppins.


PS: nell'attesa che altre matasse un po' più complicate siano districate con l'aiuto di Qualcuno Lassù .

martedì, marzo 25, 2008

Signore, chi dici che io sia?

Signore, chi dici che io sia?
Io posso avvicinarmi a Te con profonda riverenza, ma anche con un'amichevole intimità e farti la stessa domanda che un giorno tu facesti a quelli che ti conoscevano meglio e che ti amavano di più.
Chi dici che io sia?
Tu mi conosci di più di quanto io stessa mi conosca, tu mi hai creato, mi hai accompagnato per tutta la vita, sai la mia storia e la mia realtà, i miei desideri e le mie paure, i miei ideali e i miei errori, i miei sogni e i miei insuccessi.
Voglio essere me stessa nel modo più pieno perchè mi hai fatto Tu e la mia unica maniera di renderti gloria sta nell'essere con tutta la mia anima ciò che tu hai voluto che io fossi.
Ed è questo che voglio arrivare a sapere, cioè , arrivare a conoscermi per poter cesellare ogni tratto nell'opera Tua e dare ad ogni colore la giusta tonalità.
Dimmi Signore, chi sono io davanti al tuo sguardo affinchè io mi sforzi di esserlo veramente nella mia vita.

tratto dal libro di Carlos G. Valles : L'arte di essere se stessi.

venerdì, febbraio 22, 2008

Insufficienze diffuse

Ma cosa caspita vuol dire "insufficienze diffuse"?
Sono forse una malattia come i puntini rossi del morbillo e della varicella ?
Sono delle idee che si propagano e si propagandano ?
Sono delle luci che si espandono in modo uniforme e sfumato?
Sono energia sonora che come un'onda va in tutte le direzioni?
Sono giornali la cui tiratura aumenta ?
Sono una lingua che è indispensabile conoscere come l'inglese per essere dei vincenti nella vita?
Sono molecole impazzite?
Sono discorsi prolissi che non finiscono più e annoiano chi ascolta?
Sono...?

So benissimo cosa sono .
Da molti anni le conosco e ho cosi bisogno di trovarci motivi di ironia che riesco anche a scherzarci su. E' il mio modo di fare Resistenza.

domenica, febbraio 17, 2008

I miei lunedi'

Da parecchi anni il lunedì è per me un giorno speciale : faccio catechismo.
Tutto è cominciato per un SOS lanciato dal mio parroco don Silvio ad un gruppo di mamme che accompagnavano i loro bambini in parrocchia per la preparazione alla Prima Comunione.
Io accompagnavo Antonio, il mio più piccolo. Quel giorno mi è stato chiesto: "Te la sentiresti? Abbiamo tanto bisogno di catechiste e non occorre essere "sante" per provarci. Abbiamo bisogno di gente normale, in cammino, te la sentiresti?".
Ho detto di sì e da quel giorno è iniziata per me un'avventura che mi ha appassionato, mi ha preso e mi ha restituito molto di più di quello che ho dato.
Ho conosciuto persone speciali che mi hanno accompagnato in questo viaggio, una fra le tante è Suor Marisa; ho fatto corsi d'aggiornamento, ho davanti agli occhi i faccini di tanti bambini ormai diventati ragazzi come il mio Antonio, storie di tanti genitori, di tanti nonni, insomma una bellissima esperienza!!!
Vorrei riscrivere qui i 10 COMANDAMENTI cosi' come li ho trovati nel numero di febbraio di Dossier Catechista :

Io sono il tuo Dio che ti chiama per nome.
1 Non devi aver paura di niente: tu mi sei caro!
2 Compi il bene nel mio nome.
3 Ti ho creato per la festa: riservati un giorno da dedicare a me, a te stesso e alle persone che ami.
4 Porta il tuo contributo perchè in famiglia sboccino i fiori del rispetto e dell'amore.
5 Rispetta ogni vita: non mortificare e non distruggere niente e nessuno, ma aiuta la vita a svilupparsi.
6 Impara il valore della fedeltà.
7 Rispetta ciò che appartiene agli altri.
8 Non dire cose false e non ingannare nessuno.
9 Rispetta ogni legame di amicizia e di amore.
10 Non invidiare chi ha più di te, perchè il tuo valore non dipende da ciò che hai, ma da quello che sei davanti ai miei occhi.

Questi sono nient'altro che l'essenza dei 10 comandamenti scritti senza tutti quei divieti che possono risultare antipatici a tanti ragazzini e anche a tanti adulti. Dio non proibisce, Dio propone uno stile di vita che ci faccia crescere e fiorire nella gioia.

venerdì, febbraio 01, 2008

La felicità si costruisce

" Dentro di noi, nel palazzo dell'affettività, ci sono bellissime sale illuminate dove siedono l'ottimismo, la speranza , l'amore , il coraggio, la gioia, la tenerezza , la consolazione, e vi sono sotterranei oscuri dove stanno come in agguato l'abbattimento, la tristezza, le apprensioni, le preoccupazioni, la collera, i sensi di colpa esagerati, le previsioni solo negative per il futuro.
La volontà che è la padrona del palazzo si aggira per tutta la sua proprietà, ma è libera di stabilirsi dove più le piace. Non date troppa importanza ai timori, alle contrarietà, alle malinconie, non fissatevi su di esse, non sedetevi accanto a loro, ma piuttosto aggiratevi, stabilitevi o almeno fate spesso un salto nelle sale della gioia e dell'ottimismo."

Narciso Irala ( sacerdote gesuita)

mercoledì, gennaio 30, 2008

Se parti continua ad andare.

" Mio fratello minore e io avevamo rispettivamente tredici e quattordici anni quando decidemmo che quell'estate avremmo fatto un viaggio in autostop per tutta l'Irlanda. Presentammo un itinerario dettagliato a nostro padre il quale dopo diverse consultazioni con nostra madre ,che non era per nulla d'accordo , ci concesse infine il permesso.
Partimmo con grande entusiasmo verso la periferia di Dublino, partimmo in corriera e nel villaggio dove questa ci lasciò iniziammo la grande avventura.
Per circa un'ora nessun veicolo si fermò; mentre diventava buio ed eravamo sempre più infreddoliti e sfiduciati, i cieli si aprirono e scese una pioggia torrenziale.
I nostri nervi cominciarono a cedere e quindi cercammo una cabina telefonica per chiamare casa ed avvisare che il nostro programma era cambiato e stavamo tornando indietro.
_SE SIETE PARTITI , CONTINUATE AD ANDARE_ furono le sole parole di mio padre , dopodichè sentii buttare giù la cornetta del telefono.
Il messaggio era duro, ma mi è tornato in mente molte volte in seguito nella vita. "

John Callanan

mercoledì, gennaio 16, 2008

Ho ritrovato Ungaretti

SENZA PIU' PESO

Per un Iddio che rida come un bimbo,
Tanti gridi di passeri,
Tante danze nei rami,


Un'anima si fa senza piu' peso,
I prati hanno una tale tenerezza,
Tale pudore negli occhi rivive,


Le mani come foglie
S'incantano nell'aria...


Chi teme più, chi giudica?

mercoledì, gennaio 09, 2008

Le cose che non tornano più indietro

Ci sono PIETRE "morali" che quando sono scagliate fanno male e non tornano più indietro.
Ci sono PAROLE a punta e con qualche goccia, anche minima, di veleno, che fanno sempre male, inquinano e non si possono più tirare indietro.
Ci sono OCCASIONI di bene e di amore che lasciate passare non si possono più riprendere indietro.
C'è un TEMPO perduto nell'inerzia,nel rimando, nelle omissioni, nel disimpegno spirituale, esistenziale e sociale, nel male, che resta vuoto e perduto per sempre e non si può andare indietro a riprenderlo e ricuperarlo.

venerdì, gennaio 04, 2008

Orientarsi a 16 anni

"La verità è che con i compagni mi annoiavo a morte. Mi annoiavano le loro parole: erano troppe, e sempre uguali, sembravano formule. E non mi piaceva quel loro modo di parlare sempre truci, mai un sorriso, una battuta, sempre come se si trattasse di salvare il mondo.
Il mondo non aveva nessun bisogno, secondo me, nè di essere salvato nè di essere lasciato com'era. Ci pensava lui a cosa fare. Era andato avanti fino adesso per conto suo, e così avrebbe continuato. L'importante era che noi ci vivessimo dentro meglio che potevamo, facendo ognuno quel che ci veniva meglio fare, questo sì. A voi piace fare politica, vi viene bene? Perfetto, fatela. Ad altri piacerà di più leggere poesie, o andare a cavallo. Bene, che leggano poesie e vadano a cavallo. Ognuno ha i suoi sogni, le sue passioni e non è detto che alcune siano meglio di altre, chi lo dice? Perchè? "

Da " PIU' LONTANA DELLA LUNA " Di Paola Mastrocola


Era il 1969, io avevo 16 anni e frequentavo l'Istituto Magistrale Lambruschini. Da qualche giorno all'ingresso della scuola c'erano ragazzi più grandi che ci impedivano di entrare in classe. C'erano scioperi studenteschi nell'aria ed io non ne capivo di preciso le motivazioni. Ero molto bambina, qualcuno direbbe immatura, insomma ero come ero e in verità non avrei dovuto rendere conto a nessuno dello stadio di maturazione in cui mi trovavo perche' ogni essere umano ha i suoi tempi e i suoi ritmi che vanno rispettati a prescindere. Quel giorno io e le mie due amiche del cuore volevamo proprio entrare in classe e ci siamo un po' opposte a quelle imposizioni. Ricordo con nitidezza le parole di quel ragazzo che ci sbarrava la strada e soprattutto ricordo l'aggressività del suo volto: "Se entrate siete delle bagasce". Ebbene , ancora oggi, io che sono sempre stata simpatizzante della sinistra, ricordo l'odio che ho provato per quel ragazzo e l'odio che ancora provo per tutti quelli che si comportano come lui. Non sono entrata a scuola quel giorno, non per libera scelta, ma per un sopruso e ho sempre provato tanta rabbia per le persone che non rispettano gli altri per quello che sono, per quello che pensano, in quella precisa tappa della vita in cui si trovano, fosse anche la tappa del "qualunquismo".

domenica, dicembre 09, 2007

Il principio dell'abbraccio

Principio di Archimede :
Un corpo immerso nell'acqua riceve una spinta dal basso verso l'alto d'intensità pari al peso del volume dell'acqua spostata.




Principio dell'abbraccio :

Un corpo immerso in un abbraccio riceve una spinta dal basso verso l'alto pari al peso del volume dei nodi, dei grovigli, dei dolori condivisi e spostati .

venerdì, novembre 23, 2007

COME SEI DIVENTATO BLOGGER?

Caro Enzo, ora ti racconto:

Cosa ti ha spinto a creare un blog?

Da sempre scrivo: diari quando ero ragazzina, poi, più grande, impressioni, pezzi di vita, commenti, brevi racconti, preghiere...
E' una mia esigenza, una passione, un hobby. Quando ho compiuto 50 anni mio marito mi ha regalato un mega quadernone rilegato in pelle con dedica:"Questo è per Maria Teresa scrittrice. Riempilo. " Lì ho scritto le prime cose di questo blog, a mano, a volte addirittura a matita. E' stato naturale ricopiarle al computer con l'imput del suddetto marito.
Quando scrivo non penso alle persone che possono leggere. Scrivo per me. Racconto la mia vita, le mie giornate, i miei viaggi, le gioie, i dolori, le delusioni, le speranze, il crescere.
E' secondario per me che tutto cio' venga letto o meno, certo mi fa piacere vedermelo stampato come se fosse un libro, perchè forse ho sempre sognato di scrivere un libro e questo è un modo per pensare di esserci riuscita.

Il tuo primo post?

E' un racconto :"La cucina nuova". Era un concorso letterario al quale ho partecipato senza vincere nulla, anche se in verità ho vinto l'inizio della mia storia come blogger.


Il post di cui ti vergogni di più?

Nessuno.

Il post di cui sei più fiero?

Mah, fiero e' una parola grossa: sono molto affezionata a DUE RAGAZZE e a GLI SPOSI fra i primi che ho scritto e fra gli ultimi, ma non ultimissimi, a tutto cio' che ho scritto dopo un viaggio a Lourdes. Il piu' doloroso è PROTEGGERE e il più ironico ABBASSATE LA CRESTA. Alle amiche in menopausa come me piace VAMPATE.

giovedì, novembre 22, 2007

Cambiare il mondo

Un giovane studente che aveva una gran voglia di impegnarsi per il bene dell'umanità, si presentò un giorno a San Francesco di Sales e gli chiese:"Che cosa devo fare per cambiare il mondo?".
San Francesco di Sales gli rispose sorridendo:"Non sbattere la porta cosi' forte...".

mercoledì, novembre 21, 2007

Successi

Nella vita di una famiglia, esistono periodi in cui si toccano dei fondi (non sto parlando di fondi bancari).
Allora dal pozzo nero in cui ci si trova, se si osservano altre situazioni, altri figli, altre coppie, altri..., viene da commentare un po' sorridendo:" Ma guarda quelli, che passano di trionfo in trionfo!!!"
E' una frase che nel nostro lessico famigliare è ormai presente da anni.
Non è pura invidia, è soprattutto constatazione di eventi che si intrecciano e obbiettivamente mettono l' accento sul successo di alcune persone.
Un 30 e lode all'università è un successo che fa gongolare figli e genitori.
Trovare un buon lavoro per un ragazzo giovane è un successo che tranquilizza e permette di progettare un futuro.
Avere una buona pagella è un successo che rafforza l'autostima.
Avere il motorino nuovo è un successo di fronte ai compagni con la bava alla bocca.
Una buona intesa di coppia , magari un po' ostentata, è un successo di fronte a tanti che stanno faticosamente arrancando.
Questi sono i successi che io chiamo di 1° TIPO.
Esistono però, in una famiglia, dei successi segreti, che nessuno vede, che nessuno conosce, che non sono da mettere in vetrina e da raccontare con orgoglio.
SONO INTIMI, si sono manifestati e consumati fra quattro mura, fra quattro o sei occhi, magari seduti intorno al tavolo di cucina ingombro ancora dei piatti della sera.
Sono dialoghi, strette di mano, abbracci disarmati che nessuna parola potrebbe descrivere, sono lettere scritte di notte da un figlio per poter chiarire meglio i propri pensieri da offrire di giorno ai grandi...
Sono parole che escono dal cuore dei grandi, che sentono tutta la responsabilità di fare i genitori non gli amiconi, la responsabilità di dire :"Quello che hai fatto è per me sbagliato" oppure :"Io non sono d'accordo", la responsabilità di dire dei NO scomodi che fanno perdere punti in una graduatoria virtuale.
Sono una povera viandante sulla strada dell'essere " un buon padre e una buona madre", ma in questo ultimo mese , per me difficilissimo, posso dire di aver raccolto qualcuno di questi successi del 2° TIPO.

lunedì, novembre 19, 2007

Cambiare guscio

Quando i GAMBERI cambiano il guscio, per prima cosa perdono quello vecchio, restando senza difese durante il tempo necessario per fabbricarne uno nuovo.
Ed è proprio in questo periodo che sono esposti a un grave pericolo.
Per gli ADOLESCENTI è un po' la stessa cosa.
E fabbricarsi un nuovo guscio costa tante lacrime e tante fatiche che è un po' come se lo si " trasudasse".
Nei paraggi di un gambero indifeso c'è sempre qualche altro animale pronto a divorarlo, è in agguato, pronto a colpire , aproffittando della sua vulnerabilità.
Nei paraggi di un adolescente confuso , c'è sempre qualche personaggio pericoloso e profittatore.
I genitori sono consapevoli dell'esistenza di persone del genere e spesso hanno ragione quando invitano i figli ad essere prudenti, anche se è difficile accettare tale consiglio.

FRANCOISE DOLTO ( psicanalista e specialista dei problemi degli adolescenti)

La zona d'ombra

Un astronauta, parlando del figlio adolescente, fece questo esempio: "Quando si orbita intorno alla Luna vi è una fase in cui si entra in zona d'ombra e non vi è possibilità di comunicare con la Terra.
Quando finalmente se ne esce, sia a Terra che sulla navicella si tira un respiro di sollievo e si apprezza enormemente di non essere più soli e di potersi parlare ancora.
Con mio figlio adolescente, ho vissuto un'esperienza simile, solo che invece di durare pochi minuti, è durata anni."

martedì, novembre 13, 2007

Aggredire

Ci sono tanti modi per aggredire un altro essere umano.
Ci sono rabbie distruttive e insensate, atti di forza e repressioni che arrivano ad annientare la vita delle persone .
Esistono poi, delle aggressioni in forma più subdola (ma non per queso meno cattive); queste si manifestano per esempio in osservazioni taglienti, in parole che feriscono, in un'ironia mordace, in punzecchiature, in scherno, disprezzo, quasi derisione per le idee dell'altro.
A volte una finta amichevolezza può arrivare a sorpassare i limiti del rispetto. Nella relazione fra esseri umani la parola chiave è FRANCHEZZA ;in questa parola non esistono scopi reconditi, non si parla su commissione, non si offende gratuitamente, non si lanciano messaggi sgradevoli mascherati da buoni consigli , non si presume di avere la verità in tasca perchè nessuno ce l'ha.

( tratto da un brano di Karl Frielingsdorf)

mercoledì, ottobre 24, 2007

PIANGERE

Esiste un pianto disperato, sgomento,senza sbocco; ma esiste anche un pianto che fa bene, di cui abbiamo bisogno. Questo è un pianto che è un dono (il famoso "dono delle lacrime").
Perchè è un pianto libero dall'angoscia piu' nera ,e pur non essendo propriamente un pianto di gioia, può essere qualcosa di simile a un pianto di dolore tra le braccia di un papà che ci abbraccia, ci vuole bene, ci perdona, che soffrendo e amando rispetta la nostra libertà, si fida, crede nel nostro prossimo passo, perchè Dio è Padre e non un Signore di schiavi.

lunedì, ottobre 22, 2007

Salvezza

Salvezza eterna significa che la tua vita ti è riconsegnata nella forma in cui desideravi viverla infatti la vita eterna sarà prima di tutto Vita nella sua pienezza.

UN' ALTRA DONNA

" Tra qualche anno la bambina diventerà una donna che chiederà ben poco alla vita, che non sarà mai di peso a nessuno, che non darà mai a vedere che anche lei ha sofferto, ha patito delusioni e sogni frustrati.
Una donna che sarà come una roccia nel letto di un fiume, che sopporta senza lamentarsi, la sua bontà non infangata, ma FORGIATA dalle disgrazie che si sono rovesciate su di lei.
...C'è qualcosa al fondo del suo essere che nessuno può spezzare.
Qualcosa di solido e irriducibile, come un blocco di calcare. "


dal libro : MILLE SPLENDIDI SOLI di Khaled Hosseini

" Non si possono contare le lune che brillano sui suoi tetti,
nè i mille splendidi soli che si nascondono dietro i suoi
muri."


NON E' SOLO KABUL A NASCONDERE MILLE SPLENDIDI SOLI, CREDO CHE DONNE COSI' ESISTANO IN OGNI PUNTO SULLA TERRA, A PRESCINDERE O MENO DAI TALEBANI, A PRESCINDERE O MENO DAL BURKA.

mercoledì, ottobre 03, 2007

Due Donne

Sono appena tornata da un mini viaggio a Vienna e ho avuto l'onore di conoscere un po' più da vicino le sue due donne : l'imperatrice Maria Teresa ed Elisabetta detta Sissi in lingua italiana ma che in verità si chiamava Sisi.
La prima , una donna energica che ha saputo reggere un impero con grande carisma, cicciottella, per nulla affascinante , con un doppio o triplo mento dovuto ad una certa pinguedine (come si puo' intuire dai ritratti e dal maestoso monumento a lei dedicato), eppure una donna molto felice nella sua vita privata con un matrimonio appagante, sereno, appassionato; una donna molto amata.
La seconda, di una bellezza straordinaria, molto di più di quella rappresentata nei film a lei dedicati, con un fisico da top model ( vitino di cm. 51), con dei capelli lunghissimi ,curatissimi, una dolcezza incredibile che traspare, un fascino che fa rimanere a bocca aperta; eppure una donna molto infelice nella sua vita privata, molto sola ( il marito aveva altro a cui pensare) ,non capita, non realizzata neppure con le maternità, insomma una di quelle creature che passano sulla scena della terra in continuo e faticoso travaglio.
Alla prima va tutta la mia simpatia :
m'è parso di cogliere in lei un guizzo ironico negli occhi.
Alla seconda va tutta la mia solidarietà da donna a donna.
Comunque è proprio vero che la bellezza non è garanzia di felicità.

venerdì, settembre 14, 2007

Non affogare

Chi vuole tirar fuori un amico dal fango
e dall'immondizia, deve scendere nel fango
e nell'immondizia per tirarlo fuori.
Per non affogare dovrebbe, però,allacciarsi
una corda intorno al corpo prima di scendere.
( da un racconto chassidico)

giovedì, agosto 09, 2007

Pioggia d'estate

Già ieri sera si capiva che sarebbe accaduto, anche se non si sentivano ancora i tuoni.
La natura era come sospesa. Tutto fermo, immobile, in attesa boccheggiante.
Già, boccheggiante, perchè è tantissimo che non piove, il prato davanti a casa è tutto giallo, il suo terreno è spaccato, le zolle quasi come nella teoria della tettonica,si alzano e nessuno le ha zappate. Gli alberi hanno le foglie all'ingiù e quando gli passi accanto sembrano dire: aiutami, aiutami, dammi da bere.
Il piccolo albicocco che abbiamo piantato in una domenica di maggio è quello che, secondo me, soffre di più; forse non ha messo ancora radici profonde e ha le foglie un po' sul giallo.
Anche noi, esseri umani risentiamo di questo seccume, infastiditi, più nervosi del solito, inumidati (fiaccati dall'umidità).
Se penso ai prati che abbiamo visto in AltoAdige, se chiudo gli occhi e rivedo quel verde, mi viene quasi da piangere (sguizzi d'acqua dappertutto, colori brillanti come lo smeraldo, foraggi, trifogli, erba medica, mini fiorellini coloratissimi).
Qui è tutto secco; qui è tutto brullo.
Ma ecco che stanotte è accaduto. Prima un rombare in lontananza più e più volte. Poi un ticchettio lieve sul tettuccio che c'è sopra la porta d'ingresso, come delle mani piccoline che vengono a tamburellare lievemente e poi più forte, scrosci più forti che imbevono il terreno.
Il prato ringrazia, l'albicocco ringrazia, l'abete davanti a casa ringrazia e così la menta, il rosmarino, la salvia ringraziano.
Ed anch'io ringrazio.
Subito l'immobilità della natura si trasforma e s'alza frescura.
Io mi giro e mi rigiro nel letto, sento tutto ciò che succede fuori e provo una sensazione di benessere e gratitudine e spero che il rombo dei tuoni e la musica della pioggia continui, continui, continui.
Mi godo a pieno queso momento; la settimana intensa è alle spalle non mi sono risparmiata, ho corso di qua e di là, ho accompagnato, ho sostenuto, ho sgobbato. Domani non ho granchè da fare, sto a letto più che posso.

(immagine tela su olio - Pioggia d'estate - A.Meschi)

venerdì, luglio 13, 2007

Mio padre

A volte mio padre era veramente depresso.
Tra l'altro non ci nascondeva mai i suoi sentimenti .Ce lo faceva sempre sapere quando era avvilito e infelice e spaventato. Non cercava di farci credere che era come la Rocca di Gibilterra.
Ci faceva sempre sapere che era umano e di questo lo ringrazio. Non era un simbolo di perfezione: era un simbolo di umanità!
Ricordo quando mio padre ci disse che il suo socio era scappato con tutto il denaro e nonsapeva neppure come avremmo fatto a mangiare il giorno dopo.
Mia madre aveva un' abitudine pazzesca:le piaceva ridere.
E questa notizia le sembrò molto buffa. Mio padre si infurio! Lei rideva con le lacrime che le scorrevano sulle guance e sapete cosa fece?
Preparò un banchetto come per un battesimo o un matrimonio:antipasto, pastasciutta, vitello, tutto.
Mio padre disse :mio Dio cos'è questa roba?
E lei disse: Ho speso tutto per questo.
E lui:sei pazza?
Lei disse: il momento in cui abbiamo bisogno di gioia è ADESSO, non dopo.E' adesso che dobbiamo essere felici. Stai zitto e mangia!
Sono passati molti anni e vi assicuro che non ho mai dimenticato quella cena, la cena della MISERIA di Mamma.
E sapete ce la facemmo a sopravvivere! Non è pazzesco! Sopravvivemmo. Guardate io sono qui.
E mio padre è vissuto fino a ottantasei anni

LEO BUSCAGLIA (VIVERE, AMARE, CAPIRSI)

mercoledì, giugno 13, 2007

La strada buona

Guidami oltre, Luce gentile,
nell'oscurità che mi circonda,
guidami oltre!
La notte è buia
e io sono lontano da casa.
Guidami oltre!
Non chiedo di vedere la scena distante.
Un passo mi è sufficiente.
John Newmann


Uno sconosciuto è il mio amico, uno che io non conosco.
Uno sconosciuto lontano lontano.
Per lui il mio cuore è pieno di nostalgia.
Perchè egli non è presso di me.
Perchè egli forse non esiste affatto?
Chi sei tu che colmi il mio cuore della tue assenza?
Che colmi tutta la terra della tua assenza?
Par Lagerkvist

lunedì, maggio 28, 2007

Cane sciolto

Dopo un lungo periodo di militanza in un movimento ecclesiale, circa 10 anni fa, ho cominciato a capire che quello non era il mio posto e da allora sono un po' un "cane sciolto" di Dio.
Ti ringrazio perchè in tutti questi anni non mi hai mai fatto mancare la Tua Tenerezza.
Ti ringrazio perchè, non avendo più un gruppo di riferimento, ho cominciato a capire che sei Tu il Riferimento.
Perdonami per tutte le volte che ho criticato ,sbagliandomi, e per tutte le volte che non ho avuto il coraggio di criticare, sbagliandomi altrettanto, perchè avrei potuto contribuire a cambiare, anche di poco, situazioni e persone oltre che me stessa.
Ti ringrazio per tutte le occasioni che mi hai regalato quest'anno a cominciare da Lourdes fino alla veglia di Pentecoste ,sabato scorso alla Guardia; dammi altre occasioni per conoscerTi, fammi attenta alle proposte che metti sul mio cammino, aiutami a coglierle, aiutami a sfrondarle da tutto ciò che è superfluo per arrivare all'essenziale.
Mi conosci molto bene, sai le mie paure, i miei talenti, sai quanto mi costano i distacchi e la solitudine, sai la mia forza e le mie debolezze, sai i miei amori...
Cane sciolto per modo di dire , tendo sempre a tornare a casa, Grazie per i Tuoi richiami, Grazie per le Tue carezze .

mercoledì, maggio 23, 2007

Fidarsi

Dal Vangelo secondo Matteo 6,25-34
In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: "Io vi dico: per la vostra vita non affannatevi di quello che mangerete o berrete, e neanche per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita forse non vale più del cibo e il corpo più del vestito?
Guardate gli uccelli del cielo: non seminano , nè mietono, nè ammassano nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre.
Non contate voi forse più di loro? E chi di voi, per quanto si dia da fare, può aggiungere un'ora sola alla sua vita? E perchè vi affannate per il vestito? Osservate come crescono i gigli del campo: non lavorano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora se Dio veste cosi' l'erba del campo, che oggi c'è e domani verrà gettata via, non farà assai più per voi, gente di poca fede?
Non affannatevi dunque dicendo:" Che cosa mangeremo, che cosa berremo, che cosa indosseremo?" Di tutte queste cose si preoccupano i pagani; il Padre vostro celeste infatti sa che ne avete bisogno. Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta. Non affannatevi dunque per il domani, perchè il domani avrà già le sue inquietudini, a ciascun giorno basta la sua pena".


Queste parole sono ,a mio parere, tra le più belle del Vangelo e mi risuonano nel profondo dell'anima come vere, tutte vere, tutte da prendere sul serio , e rivolte a me ,come la lettera di un amico , un amico che ha scritto 2000 anni fa a me ,proprio a me, e mi da dei consigli disinteressati per aiutarmi a vivere serenamente.
Non sta parlando in generale, sta parlando a Maria Teresa.
Non sta parlando della vita in generale , sta parlando della mia vita.
Non usa metafore, va diretto al punto.
Ed io mi trovo un po' spaccata in due: da una parte il fidarsi, dall'altra il non cedere, il non credere, etichettare il tutto con il termine "infanzia spirituale"e con cio' metterci una pietra sopra, come dire:bambinate, io ho una reputazione di adulta da salvare , queste cose sono per i poveri di spirito, gli ingenui, i deboli, i poveretti, io invece sono cosciente della realtà, i miei occhi sono ben aperti e non mi lascio fregare, io sono una cristiana matura e conosco il limite tra il buonismo, il volemose bene e la fatica, la coerenza, il sacrificio di se'.

SONO PROPRIO SICURA CHE SIA MEGLIO NON FIDARSI ?
SONO PROPRIO SICURA DI AVERE UNA FEDE PIU' DA ADULTI SE NON MI FIDO?
SONO PROPRIO SICURA CHE IL NON CEDERE IL NON ABBANDONARSI MI RENDE UNA DONNA MIGLIORE?

martedì, maggio 22, 2007

Pranzetti

Maggio: mese di pranzetti, o meglio mese di compleanni, per noi, di festicciole a sorpresa o programmate da lungo tempo, mese di ricorrenze, mese di matrimoni.



Marianna è la prima della lista:25 anni e sembra ieri...



Poi ci sono due bellissimi nipotini: Miriam e Paolo 7 e 5 anni



Poi una grigliata pic-nic con i vicini di pianerottolo

Poi c'è stata una festa a sorpresa per il comple di una cugina, mamma da pochi mesi



Poi un matrimonio : Michela e Francesco di una semplicità disarmante e coinvolgente



Poi 100 anni degli scout, che tanto hanno dato ai nostri figli e che non finiro' mai di ringraziare




Tavole imbandite : vederci uno di fronte all'altro è segno di comunione, di accoglienza; mangiare insieme è un sacramento, fare festa da' equilibrio, è un'arte, restituisce gioia di esistere, mette in circolo una calda reciprocità.

martedì, maggio 08, 2007

1° Maggio: festa del lavoro

Il bucato del Lunedì

Signore, oggi è lunedì.

Sono uscita ed ho visto svolazzare alle finestre e sui balconi, la biancheria stesa ad asciugare,ed ho sentito mormorare nel mio cuore la canzone della sofferenza e quella dell’amore: biancheria sporca, biancheria lavata, biancheria asciutta, biancheria stirata e sporcata di nuovo per essere lavata, riasciugata, ristirata. Biancheria di mio marito, biancheria di mio figlio, biancheria di mia figlia, ed in mezzo la mia. Biancheria della settimana, fino alla prossima di bucato in bucato, di asciugatura in asciugatura, di stiratura in stiratura.
Signore, questa sera ti offro, per tutte quelle che non ti conoscono, o per tutte quelle che non pensano a pregare, questa biancheria candida, più morbida, più vaporosa, questa biancheria che profuma dell’amore delle mamme e di quello delle spose. Ti offro tutti questi gesti quotidiani ripetuti mille volte, che sanno che amare significa resistere, ben al di là delle fatiche.

“Figliolo te l’ho mai detto? Te lo dico e tu dillo ai tuoi fratelli: il regno dei Cieli assomiglia ad una donna, che per tutta la vita della biancheria sporca fa biancheria pulita, e non per il potere del detersivo miracoloso ma con il miracolo dell’amore donato ogni giorno”.


Ho scelto questo testo per ricordare il lavoro nascosto di tante donne che non appariranno mai in televisione, che non faranno mai carriera, donne alle quali non verrà mai chiesto un autografo, ne' un'intervista, donne che in silenzio portano avanti le loro famiglie, giorno dopo giorno, bucato dopo bucato, pasto dopo pasto, bolletta da pagare dopo bolletta...
Queste donne fanno la Storia e molte di loro non lo sanno, queste donne e il loro lavoro umile, scontato, noioso, ripetitivo sono le colonne su cui si reggono realtà importanti, hanno una dignità da regine, che spesso non viene loro riconosciuta.
Mi inchino davanti a queste regine ! Applausi, applausi perchè non sgomitano , non appaiono in gigantografie sui muri della nostra città, non sono candidate a nulla ,nè a sindaco, nè ad assessore, nè a capogruppo ; non imitano Segolene Royal che usa i peggiori difetti degli uomini ( aggressività, mano alzata con dito proteso contro l'avversario) per farsi spazio in politica. Buon lavoro sorelle non famose, buon lavoro!

martedì, aprile 17, 2007

Il grano e la farina

Non ci è domandato di essere forti nei momenti di sofferenza.
Non si chiede al grano, quando lo si macina, di essere forte, ma di lasciare che la macina del mulino ne faccia della farina.
Madeleine Delbrel

STARE FERMI ,STARCI, QUANDO ARRIVA UN DOLORE, STARCI E BASTA SENZA CHIEDERE GRANDI SPIEGAZIONI A SE', AGLI ALTRI, A DIO , SENZA RECRIMINARE, SENZA ALZARE PUGNI VERSO IL CIELO, SENZA GETTARE VELENO ADDOSSO A CHI PIU' AMIAMO . STARE ...E' LA COSA PIU DIFFICILE CHE C'E', MA E' ANCHE LA PIU' SAGGIA, QUELLA CHE CI TRASFORMA , CHE CI CAMBIA IN MEGLIO.
QUANDO FACEVO IL CORSO DI PREPARAZIONE AL PARTO ,UNA BRAVISSIMA OSTETRICA CI SPIEGAVA CHE ALL'ARRIVO DELLA CONTRAZIONE NON ERA CONVENIENTE IRRIGIDIRSI MA PIUTTOSTO ABBANDONARSI AD ESSA ,ALL'ONDATA DI DOLORE, QUASI ASSECONDANDOLO, RESPIRANDO ADEGUATAMENTE .
COSI' NASCE UN BAMBINO, COSI' LA FARINA PUO' DIVENTARE PANE, FACENDOSI STRITOLARE,COSI' MOLTI DI NOI, ATTRAVERSO AVVENIMENTI CHE MAI AVREBBERO VOLUTO VIVERE, CHE MAI AVREBBERO SCELTO, SONO CAMBIATI IN MEGLIO, SONO CRESCIUTI, SONO DIVENTATI UOMINI E DONNE DEGNI DI TALE NOME .
TEMPO DOPO , A VOLTE, TUTTO SI SPIEGA E RIUSCIAMO A COMPRENDERE ANCHE IL PERCHE' DI CERTE PROVE CHE ABBIAMO INCONTRATO LUNGO IL NOSTRO VIAGGIO.

venerdì, aprile 06, 2007

PASQUA

Vorrei che potessimo liberarci dai macigni che ci opprimono, ogni giorno: Pasqua è la festa dei macigni rotolati. E' la festa del terremoto.
La mattina di Pasqua le donne, giunte nell'orto, videro il macigno rimosso dal sepolcro.
Ognuno di noi ha il suo macigno. Una pietra enorme messa all'imboccatura dell'anima che non lascia filtrare l'ossigeno, che opprime in una morsa di gelo; che blocca ogni lama di luce, che impedisce la comunicazione con l'altro.
E' il macigno della solitudine, della miseria, della malattia, dell'odio,
della disperazione del peccato.
Siamo tombe alienate. Ognuno con il suo sigillo di morte.
Pasqua allora, sia per tutti il rotolare del macigno, la fine degli incubi, l'inizio della luce, la primavera di rapporti nuovi e se ognuno di noi, uscito dal suo sepolcro, si adopererà per rimuovere il macigno del sepolcro accanto, si ripeterà finalmente il miracolo
che contrassegnò la resurrezione di Cristo.

(don Tonino Bello)

giovedì, aprile 05, 2007

CHE GUEVARA ERA LAUREATO !!!!

Pomeriggio di lite, ieri.
Torna il piccolo di casa da scuola e con stupore ed amarezza scopro che le pagine del suo diario sono bianche candide (cioè non ha scritto nessun compito da fare in queste vacanze pasquali).
Se il ragazzo avesse tutti 7 e 8 sinceramente me ne fregherei, ma la storia non è cosi': i suoi voti tendono più a scendere in picchiata sotto la linea di demarcazione fra il non suff. e il baratro. Gli chiedo e mi chiedo perchè. Mi dice che si è dimenticato. E QUI PARTE LA LITE.
Più che lite è un monologo furibondo.
Mentre urlo in camera sua mi cade l'occhio su una foto di Che Guevara che lui tiene "siccome cosa sacra" sopra il letto.
Il mitico Ernesto Che ( che bell'uomo!) mi sorride ed io non trovo di meglio da dire che lui, il Che, era laureato, laureato in medicina; lui, il Che, prima di essere un rivoluzionario, era uno che aveva sgobbato sodo, uno che si era fatto il mazzo , uno con le palle insomma .( altro che non scriversi i compiti delle vacanze per paura di dover passare qualche ora sui libri!).

Ok Ok SONO ALLA FRUTTA Ho bisogno di qualche giorno di vacanza.

lunedì, aprile 02, 2007

UNA BRIOCHE AVVELENATA

Una brioche posata sul tavolo della cucina, al mattino alle sei, dopo un sabato notte passato fuori.
Un sabato notte passato in una discoteca e poi un passaggio dal primo forno aperto che si incontra: è questo il gentile omaggio da portare a casa.
E' il regalo che molti figli credono di fare ai loro genitori ( e qualche genitore ne è anche teneramente commosso) .
Questo regalo non ripaga e non ripagherà mai di tutto il sonno perso, delle ansie, delle paure di una mamma e di un papà.
Ma non so come spiegarlo a mio figlio, che anche lui come moltissimi altri si adegua al rito delle notti nei vicoli o al LUNA ROSSA o in Versilia. Non riesco ad essere contenta di questi riti, sono piuttosto esterefatta e non provo tenerezza, proprio nessuna tenerezza, nel vedere questo dolcetto posato sul tavolo. E' un dolcetto avvelenato che vorrebbe lasciare questo messaggio:" Ecco , sono tornato a casa, sono sano e salvo, sono di là che dormo in camera e ti lascio il segnale della mia presenza. Anche per stanotte non è successo nulla di quello che tanto ti spaventa, nessun incidente di macchina, tutto tranquillo ."


VERAMENTE PENSO CHE E' MOLTO DIFFICILE FARE I GENITORI OGGI.
I RITI DI PASSAGGIO CI SONO SEMPRE STATI,MA QUELLI DEI NOSTRI GIORNI CREDO SIANO MOLTO PIU' TRIBALI DI QUELLI DEL FILM "UN UOMO CHIAMATO CAVALLO".
LA PAZIENZA CHE CI E' RICHIESTA E' A VOLTE QUASI DISUMANA.
OGNI TANTO UN GRIDO ME LO CONCEDO, UN GRIDO PER NON IMPLODERE, UN GRIDO PER TIRARE FUORI IL DOLORE, UN GRIDO COMPENSATORIO, IL GRIDO SANO DI UNA GENERAZIONE DI GENITORI PROVATI :" FINO A QUANDO SIGNORE, FINO A QUANDO?".

venerdì, marzo 30, 2007

IL PESCIOLINO

In Oriente si racconta la storia di un pesciolino nell'Oceano.
Qualcuno dice al pesce:"Oh! Quanto è immenso l'oceano. E' sconfinato, meraviglioso!"
E il pesce nuotando a destra e a sinistra, ribatte ;"Dov'è l'oceano?"
"Ci sei dentro"

FORSE DIO STA GUARDANDO IL NOSTRO VOLTO E NOI NON LO RICONOSCIAMO.

mercoledì, marzo 21, 2007

PRIMA LA COPPIA POI I FIGLI

La coppia viene prima di tutto.
Il figlio arriva soltanto in seguito.
E' il frutto di una coppia, una delle sue ragioni di vivere, ma la priorità assoluta è la coppia.
Essa è cerniera , roccia, pietra angolare. Una coppia che dialoga, discute, si perdona, si solidifica per essere poi unita al servizio dei figli; mentre una coppia che pensa soltanto ai figli è una coppia fallita.
Mio padre e mia madre mi sono parsi esemplari. Si amavano immensamente e si vedeva, era qualcosa che risplendeva ... e i loro raggi d'amore penetravano noi figli.
Nessuno si può immischiare negli affari di una coppia. Che si può fare quando tutto va alla deriva? E' la coppia stessa che se ne deve occupare: devono interrogarsi ,perdere tempo in due, lasciare i bambini a qualcuno e battersela in una foresta, in un albergo ,in un monastero ( dovunque i due credano sia meglio) a cadenze regolari. E' una questione di sopravvivenza, è straordinariamente importante e vitale , inestimabile tesoro anche per i figli.

" DAL LIBRO : IL GRIDO DEI GIOVANI " di Guy Gilbert

QUALCUNO LO CHIAMA CONDIVIDERE , QUALCUNO COMUNIONE D'ANIMA, QUALCUNO " IL DOVERE DI SEDERSI," QUALCUN' ALTRO "RITROVARSI"...
CHIAMIAMOLO UN PO' COME VOGLIAMO O COME CI HANNO INSEGNATO E TRAMANDATO , MA SOPRATTUTTO FACCIAMOLO .
SONO A VOLTE SINCERAMENTE STUPITA DI FRONTE A TANTE SEPARAZIONI E FALLIMENTI DI PERSONE A ME CARE .
PUO' CAPITARE CHE IN ALCUNI CASI SIA NECESSARIO LASCIARSI PERCHE' LA VITA DIVENTA INVIVIBILE, PUO' CAPITARE CHE SI POSSA SBAGLIARE UNA VOLTA NELLA SCELTA DEL COMPAGNO O DELLA COMPAGNA, PUO' CAPITARE CHE ANCHE CON LE MIGLIORI INTENZIONI E DOPO NUMEROSI TENTATIVI PER SALVARE CI SI DEBBA ARRENDERE ; MA QUESTA "EMORAGGIA "ALLA QUALE QUOTIDIANAMENTE ASSISTIAMO , QUESTA TERRIBILE EMORAGGIA DI FAMIGLIE CHE SI SFASCIANO, DI DIVORZI, DI SPACCATURE ,DI DOLORI, DI FIGLI CHE NON HANNO PIU' UNA IDENTITA' PERCHE' SI PERDONO IN FAMIGLIE ALLARGATE FACENDO FINTA DI ESSERE TANTO FELICI ... BE' QUESTO MI FA TORNARE ALL'INIZIO DEL DISCORSO A CREDERE NELLA PRIORITA' DELLA COPPIA PRIMA DI OGNI ALTRA COSA E NELLA PRIORITA' DI TUTTO UN LAVORARCI SOPRA , QUASI UNO SGOBBARCI SOPRA CON AMORE E SPERANZA : E' IL LAVORO PIU' BELLO CHE ESISTA.

giovedì, marzo 15, 2007

UNA STORIA D'AMORE FRA ME E LUI

Ma ora mi interroghi e dici :" Come faccio a pensare a Dio in se stesso e che cos'è Dio?
In verità non posso risponderti che a questo modo:" Non ne so niente."
...su Dio com'è in se stesso nessuno può fare delle meditazioni. Per questo lascero' da parte tutto ciò che posso pensare e scegliero' per il mio amore quella cosa che non posso pensare. Perchè? Perchè Dio lo si può amare ma non pensare. Solo con l'amore lo si può afferrare e trattenere, non certo con il pensiero. Perciò anche se è bene talvolta pensare alla bontà e alla perfezione di Dio, e per quanto questo possa rivelarsi illuminante e costitutuire parte della contemplazione stessa , tuttavia ciò deve essere ricacciato in basso e ricoperto da una nube d'oblio.
E tu camminaci sopra con vigore e con zelo, sotto la spinta di un gioioso slancio d'amore, nell'intento di perforare quell'oscurità che ti sovrasta. Colpisci dunque quella fitta nube della non - conoscenza con la freccia acuminata del desiderio d'amore e NON MUOVERTI DI LI , QUALUNQUE COSA CAPITI."

Capitolo VI del libro "La nube della non-conoscenza" di anonimo del XIV secolo

lunedì, febbraio 26, 2007

QUANDO NON C'E' IL SOLE

E' strano ma può capitare.
Può capitare che il sole non c'è, che è una brutta giornata grigia , e tu non te ne accorgi.Perchè il sole che ti interessa in quel momento non è in cielo ma è in una persona ben precisa che sta davanti a te o è in una situazione molto bella che stai vivendo, o è in te, da tanto ti senti sorpreso e felice.
Le persone metereopatiche esistono, io sono una di loro, ma durante questi pochi giorni di vacanza senza sole, mi è capitato di avere il sole.

lunedì, febbraio 19, 2007

IO PARROCO BADILANTE

"Innanzitutto sono un prete, parroco di una periferia povera e degradata in provincia di Napoli...
Credo,e lo dico senza nessun sentimento di rivalsa che troppo spesso si parla dei preti senza conoscere nè loro, nè il lavoro che svolgono,nè, lasciatemelo dire il contributo che essi danno alla società. Quanti bimbi sono nati grazie all'aiuto della parrocchia? Quante donne sono state accompagnate durante la loro gravidanza, anche a livello economico? Chi retribuisce e in che modo i nostri giovani volontari per le giornate spese accanto ai nostri ragazzi? Perchè tutte le volte che si parla di Chiesa la si riduce solamente alle sue alte gerarchie, o ai suoi pronunciamenti ufficiali?
Ai fratelli che la pensano diversamente da me vorrei dire: non mi infangate, non per me, ma per la fiducia che hanno in me tanti nostri ragazzi. Ai vari Cecchi Paone vorrei dire: non sei mai stato offeso da me, non mi sono mai sognato di irridere la tua omosessualità, non ho mai generalizzato e accusato di pedofilia gli avvocati o gli operai quando un avvocato o un operaio si fossero macchiati di questo delitto, ho sempre ricordato la dignità della persona ...
Con me tu l'hai fatto l'altra sera litigando con Sgarbi ... Tornavo stanco verso la mia parrocchia e vi ascoltavo : che brutto spettacolo avete dato! Chiedo più rispetto...
...Perchè fratelli mi lasciate solo con la mia gente nel mio difficile quartiere? Quanti giovani avrei potuto salvare se solo avessi avuto la possibilità di offrire uno straccio di lavoro?...
Discutiamo ,cerchiamo di comprendere le ragioni dell'altro, non offendiamoci gratuitamente e inutilmente, non approfittiamo troppo del nostro saper parlare in televisione e del peso della nostra cultura...

LETTERA DI DON MAURIZIO DALLA PERIFERIA NAPOLETANA TRATTA DALLA SECONDA PAGINA DI " AVVENIRE" DI DOMENICA 18 FEBBRAIO

Questa è solo una parte della lettera , chi volesse leggerla tutta può trovarla su AVVENIRE. Mi ha molto colpito forse perchè anch'io ho assistito al penosissimo spettacolo offerto in televisione dai due personaggi sopra citati, complice una furbissima regia per aumentare l' audience.
Sia le accuse dell'uno , sia la difesa urlata dell'altro ( come se ci fosse bisogno di Sgarbi per difendere la chiesa e madre Teresa di CAlcutta ecc) mi hanno lasciato con qualcosa di più dell'amaro in bocca e nel mio cuore e nel mio cervello è sorta prepotente una domanda: "Ma non è giunto il tempo in cui i nostri preti ce li dobbiamo difendere un po' di più noi ? Ma non è giunto il tempo in cui dobbiamo raccontare di più anche noi quanto bene qualcuno di loro ci ha fatto? Quanto ci hanno accompagnato o consolato o illuminato o invitato a sperare, a risorgere, a ricominciare? Ma dove eravamo noi quella sera in cui Sgarbi e Cecchi Paone litigavano a nome nostro in TV?"

domenica, febbraio 18, 2007

OGGI, 70 ANNI FA

Come tutte le domeniche e le feste comandate, anche oggi, il nonno Luigi è venuto a pranzo da noi. Di solito sono i ricordi di guerra o del campo di lavoro in Austria , a farci compagnia, e di solito con particolari anche abbastanza crudi che abbiamo imparato a digerire bene tra un piatto di lasagne, un arrostino e il dolce finale.
Ma oggi no, l'argomento era un altro , un bellissimo argomento (lasciatemelo dire), la mia pre-istoria.
Il 18 febbraio di 70 anni fa gli sguardi di un certo ragazzo di nome Luigi e di una certa ragazza di nome Angela si sono incontrati per la prima volta. Erano a Torrazza in un'osteria-trattoria dove si ballava e lui era lì con un amico . Lei, 16 anni, aveva un sacchetto di caramelle in mano e passandogli accanto si sentì così apostrofare:" Signorina, me ne regala una?"
E' proprio vero che le grandi storie possono nascere da frasi scontate.
I due non si sono più visti per qualche mese, finchè una domenica, Luigi, sempre accompagnato dall'amico fidato, decide di andare a S.Bernardo, nell'osteria dove, dietro un banco, Angela serviva i clienti dell'"avviata" azienda di famiglia.
Luigi entra nella saletta dove adesso c'è la televisione e dove allora c'era il banco dell'osteria. Entra per primo, il suo amico è dietro. Angela ha in mano un grosso bottiglione di vino rosso, si gira verso la porta, vede questo (sinceramente bellissimo) ragazzo e... molla il bottiglione che cade per terra tra uno sconquasso di vetri e un'alluvione color rubino.
Insomma ,un tipetto riservato la mia mamma... Non se n'è accorto nessuno !

sabato, febbraio 17, 2007

L'ETA' ADULTA

A un discepolo che pregava incessantemente
il maestro disse:"Quando smetterai di appoggiarti a Dio
e ti reggerai sulle tue gambe?"

Il discepolo era sbalordito:" Ma proprio tu
ci hai insegnato a guardare Dio
come padre!".

"E quando imparerai che un padre non è
qualcuno
a cui appoggiarsi, ma qualcuno che ti libera
dalla tendenza ad appoggiarti?".

Anthony de Mello

lunedì, febbraio 05, 2007

SCUSI, MA LEI , PERCHE' MI SALUTA ?

Siamo al paradosso, allo stravolgimento, al non senso.
Una distinta ed anziana signora che abita nel mio palazzo e che quasi tutti i giorni incontro, salutandola gentilmente, mi ha cosi' apostrofato con una certa arroganza ed aggressivita' :"Scusi, ma lei , perchè mi saluta?"
Le parole erano proprio queste ma il tono voleva dire :"Chi cavolo sei? Che cosa hai a che fare con me? Perchè mi sorridi? Perchè sei gentile?"
Io sono rimasta interdetta ed ho risposto quasi sommessa :"Perchè siamo vicine di casa!"
Lei ha commentato :"AH!" ed ha proseguito il suo cammino.


Avrei voluto dirti tante cose in più ,distinta ed anziana signora, anzi avrei voluto urlartele dietro giù per la salita. Quelle che posso scrivere sono :"Ma allora sei scema!!! Io ti saluto perchè per me essere gentili è una cosa importante, ti saluto perchè tivedo sempre sola, perchè intuisco il tuo malessere, perchè credo nella potenza di un sorriso gratis, credo che noi umani siamo qui di passaggio sulla terra per vivere gli uni accanto agli altri in compagnia ,sollevandoci e non atterrandoci.
Ma allora sei proprio scema!!!!
Devo spiegarti perche' ti saluto? Pensavo che fosse normale il contrario : spiegare perchè non ci si saluta più, perchè si passa l'uno accanto all'altro sfiorandosi e ignorandosi.
Pensa , anziana e distinta signora, che se io potessi abbraccerei tutti, saluterei tutti ( e' la timidezza che mi frega). Mi fanno sorridere ma mi piacciono da matti quei pazzi che per strada fermano la gente per abbracciarla. L'umanità ha bisogno di abbracci, ha bisogno di sorrisi gentili,ha bisogno di saluti.
Sai cosa ti dico ? Che sei proprio scema , scemissima e che forse un po' della tua solitudine TE LA SEI VOLUTA.

Clicca sul sito degli abbracci

venerdì, gennaio 19, 2007

UNA BOTTIGLIA DI ACQUA SANGEMINI

Apro gli occhi e la vedo li' sul comodino accanto al lettone dove la mamma mi ha infilato perchè ho la febbre alta. La vedo come attraverso un velo perchè la testa è pesante, la luce mi da fastidio, sto male.
E' il simbolo delle mie malattie di bambina: l'acqua Sangemini.
Tutte le volte che stavo male, la mia mamma me la comprava e, ad oggi, non sono ancora riuscita a capire perchè. Era in una bella bottiglia di vetro verde e aveva un gusto strano perchè quando si è malati tutto ha un gusto strano. La mamma era convinta che facesse bene, diceva che era leggerissima ma anche ricca di elementi che potevano aiutare nella guarigione.
Non so perchè.
Io da piccola ho avuto tantissime bronchiti, brutte tonsilliti, ho sfiorato anche una polmonite e non riesco a capire come l'acqua potesse guarire o agire sull'apparato respiratorio.
Resta comunque un ricordo cosi' dolce, cosi' caldo...Mi da la misura di una cura sollecita :quella bottiglia d'acqua che costava parecchio per quello che era il nostro bilancio familiare, decisamente fuori posto su quel comodino in una stanza freddissima , senza riscaldamento.

domenica, gennaio 14, 2007

SULLE TRACCE DELLE PAROLE GIUSTE

Ci sono persone che sono riuscite a radicare dentro di se' una chiara simpatia per la parola giusta e dispongono di una specie di intuizione, quasi di arte, per scoprirla e offrirla.
E ci trovano gusto!
Conoscono a memoria il luogo dove abitano queste parole ,le trovano senza difficoltà e le pronunciano con naturalezza. Sembra che non ne conoscano altre.
Altre persone ,invece, sono andate specializzandosi nell'individuare le parole sbagliate. Le riconoscono da lontano come se fossero parenti. Sembra che si chiamino, non hanno da fare lunga strada per trovarle, le hanno sempre a portata di mano ,ci convivono.
E anche queste persone compiono il loro lavoro con disinvoltura e con gusto !

(tratto dal libro dal BLA BLA AL DIALOGO)

lunedì, gennaio 08, 2007

A ME NESSUNO MI CONOSCE

"Non so se qui fra di voi c'è qualcuno di famoso.
A me nessuno mi conosce. Ma esisto, vivo e quindi sono amato da Dio.
Vivo in questo deserto che è la Val Maira d'inverno..."
Queste sono le parole che mi hanno sorpreso in una serata piena di neve ascoltando la predica di un giovane sacerdote a Villaro, appunto in Val Maira.
Ho pensato spesso a quel giovane uomo, qualche volta ho pregato per lui, per la sua missione , per i tanti momenti di solitudine pur se immersi in un paesaggio che a me sembra meraviglioso (ma io non ci abito sempre ,ci vado come turista ogni tanto).
Ho pensato che ognuno di noi ha i suoi deserti. Ho pensato che anche a me nessuno mi conosce, che non sono famosa per nessuno forse neanche per i miei figli,i quali, come tutti i figli, vivono con i propri genitori, guardando oltre, vedendo il bello fuori di casa, magnificando e inseguendo cio' che è lontano non cio' che è vicino.
Umanamente mi sento molto vicina a quel sacerdote, pur avendo un altra vocazione, e sento di poter dire con lui:" Sono esistente e quindi amata da Dio".

giovedì, dicembre 28, 2006

CHI SEI ?

Antonio , 15 anni, mio figlio, ieri ha avuto la sua prima carta d'identita'.
Con tenerezza ho osservato la sua emozione, l'orgoglio, il sentirsi grande che questo piccolo rettangolo con foto gli ha procurato.
Io e il suo papà lo abbiamo accompagnato in Comune per espletare questo atto di pura burocrazia ( per noi ), mentre per lui era un atto importantissimo,che andava oltre...
Mentre facevamo la coda ho pensato alla parola IDENTITA' e mi sono ricordata questa storiella di Anthony de Mello :

"Una donna era in coma e stava morendo.
Di colpo ebbe la sensazione di essere trasportata in Paradiso
e posta di fronte al trono del Giudizio.
"Chi sei?" le chiese una Voce.
"Sono la moglie del sindaco" , ella rispose.
"Non ti ho chiesto di chi sei moglie, ma chi sei tu".
"Sono la mamma di quattro figli".
"Non ti ho chiesto di chi sei madre, ma chi sei tu".
"Sono una maestra di scuola".
"Non ti ho chiesto che lavoro fai, ma chi sei."

E andò avanti cosi'.
Qualsiasi cosa rispondesse, sembrava che la risposta non
fosse mai quella giusta.
"Chi sei?"
"Sono una cristiana".
"Non ti ho chiesto di che religione sei, ma chi sei".
"Sono una che andava in chiesa tutti i giorni e aiutava
sempre i poveri e i bisognosi."
"Non ti ho chiesto che cosa fai , ma chi sei".
Naturalmente ella non superò l'esame, tanto che fu rinviata
sulla terra.
Quando guari' decise di scoprire chi era E TUTTO CAMBIO'.

giovedì, dicembre 21, 2006

LETTERA DAL PASSATO





























lunedì, dicembre 18, 2006

SPONTANEITA'

E' il comportamento di chi non persegue scopi nascosti,di chi dialoga per il piacere di dialogare e di stare insieme, di chi rispetta la liberta' di pensiero e le motivazioni altrui.
Non fa il furbo, non aspetta l'interlocutore al varco, non gioca a scacchi, non elabora srtategie di mosse per inchiodare l'avveresario e costringerlo alla resa.
I sinonimi che meglio indicano la presenza spontanea sono :chiara, limpida, trasparente, autentica, sincera, schietta, genuina, vera.
(Tratto dal libro : dal BLA BLA al DIALOGO)

Per tutta la vita ho inseguito la spontaneita', per me e' un valore importante e continuo ad inseguirla. Sono convinta che diventare cosi' semplificherebbe l' esistenza mia e delle persone intorno a me. Purtroppo non sempre si può, si vuole essere cosi'...
Ieri ,in macchina con Enzo, parlavo della bellezza di poter avere rapporti diretti con gli altri,senza filtri, senza maschere,senza "NON DETTO".
Il mio pensiero va a tutte le persone, magari anche amiche,con le quali non è stato possibile rapportarsi cosi' e me ne dispiace perche' si e' persa un ' occasione di inquinare unpo' di meno il mondo degli affetti . Vai avanti Teresin e riprova.

lunedì, dicembre 04, 2006

OVUNQUE PROTEGGI

Di Vinicio Capossela







Non dormo ho gli occhi aperti per te,
guardo fuori e guardo intorno
come è gonfia la strada
polvere e vento nel viale del ritorno...

Quando arrivi, quando verrai per me
guardo l'angolo del cielo
dove è scritto il tuo nome,
dove è scritto nel ferro...

Nel cerchio d un anello...
e ancora mi innamora
e mi fa sospirare così...
adesso e per quando tornerà l'incanto

E se mi trovi stanco
e se mi trovi spento
se il meglio è già venuto
e non ho saputo
tenerlo dentro me

I vecchi già lo sanno il perché
e anche gli alberghi tristi
che troppo e per poco e non basta ancora
ed è una volta sola

E ancora proteggi la grazie del mio cuore
adesso e per quando tornerà l'incanto...
l'incanto di te...
di te vicino a me.

Ho sassi nelle scarpe
e polvere sul cuore
freddo nel sole
e non bastan le parole

Mi spiace se ho peccato,
mi spiace se ho sbagliato
se non ci sono stato
se non sono tornato

Ma ancora proteggi la grazie del mio cuore
adesso e per quando tornerà il tempo...
il tempo per partire...
il tempo di restare
il tempo di lasciare
il tempo di abbracciare..

In ricchezza e in fortuna
in pena e in povertà
nella gioia e nel clamore
nel lutto e nel dolore
nel freddo e nel sole
nel sonno e nel rumore
ovunque proteggi la grazia del mio cuore
...ovunque proteggi la grazia del tuo cuore

ovunque proteggi proteggimi nel male
ovunque proteggi la grazie del tuo cuore

PROTEGGERE

PROTEGGERE= DIFENDERE-AIUTARE-APPOGGIARE-RIPARARE-TUTELARE-FARE SCUDO AI PIU' DEBOLI CON OGNI ENERGIA FISICA ,PSICHICA E INTELLETTUALE .

Un sentimento di tenerezza profonda , che vuole evitare all'altro, se possibile, il patire.
E' proprio di chi vuole difendere ,aiutare, riparare,di chi prende su di se' dolori crudi per filtrarli( come i reni filtrano il sangue), in modo che se questi dolori dovessero arrivare a colpire, l'impatto sia il piu' morbido possibile ; perchè si sa che l'altro non reggerebbe, si sa che l'altro per eta' e fragilita' ne morirebbe.
Non va confuso con la falsità, perchè tutto è tranne falsità.
Non va confuso con le bugie, perchè tutto è tranne bugia.
Non va confuso con l'omissione.
E' piena coscienza del male, ma nello stesso tempo decisione ferma di contrastarlo, di modificarlo. Macera in se' cio' che sarebbe molto più liberante condividere con altri.
E' UN SENTIMENTO ADULTO,per me nuovo,lo conosco da poco.
E' impastato di fiducia in DIO e nell'uomo,è aiutato dagli angeli, è capace di riservatezza estrema e di forza stupefacente.
Qua e la se ne incontrano dei maestri, val la pena di osservarli vivere...

mercoledì, novembre 22, 2006

IL SILENZIO

Ultimamente alcune persone che mi vogliono bene, unpo' scherzando, un po' sul serio,mi hanno detto che parlo tanto.
La mia prima reazione è stata quella di offendermi.
Ma come? La bambina che è in me si è subito sentita non apprezzata, svalutata,criticata ingiustamente .
Poi, riflettendoci un po' sopra, l'adulta che è in me mi ha preso per mano e con grande simpatia mi ha fatto capire che era vero.
Alcuni passaggi di un bel libro mi hanno fatto capire un po' piu' a fondo che cosa si intende per silenzio.

"ASCOLTARE E' INNANZI TUTTO LASCIAR PARLARE : TACERE,TACERE,TACERE.DARE TEMPO ALL'INTERLOCUTORE DI ESPRIMERE IL SUO PENSIERO, IL SUO STATO D'ANIMO, NON INTERROMPERLO,LASCIARLO FINIRE."

IL SILENZIO NON SI IMPROVVISA, E' UN MODO DI VIVERE, UN PARTICOLARE MODO DI VIVERE IL RAPPORTO CON SE' E CON GLI ALTRI. IL SILENZIO E' UN'ABITAZIONE,FARE SILENZIO E' BEN ALTRA COSA CHE STARE ZITTI; E' CREARE UNO SPAZIO, UN LUOGO DENTRO DI SE' DOVE RIPARARE QUANDO SI VUOLE E QUANDO SI PUO' DALL' AGGRESSIONE INCESSANTE DEI MESSAGGI; FARE SILENZIO E' RIPORTARSI AL CENTRO DI SE STESSI DALLA PERIFERIA DI SE' STESSI.

IL SILENZIO E' CONSAPEVOLEZZA.

LE DECISIONI FORTI,LE SCELTE RADICALI CHE CAMBIANO LA VITA , LE INTROSPEZIONI CORAGGIOSE,LE INTUIZIONI FOLGORANTI, AVVENGONO NEL SILENZIO E PARLANO NEL MODO DEL SILENZIO."


Era il caso di offendersi?

martedì, novembre 21, 2006

LE PAROLE

C'è una parola che costruisce e una che abbatte, una parola che ricrea, infonde vita e una che la spegne; una che diffonde luce e una che diffonde buio, vi è una parola per cui tutto comincia e una per cui tutto finisce.
In termini semplici e sintetici: vi è una parola giusta e una sbagliata, una parola buona e una cattiva, una che ama e una che graffia.
CIASCUNO DI NOI LE POSSIEDE TUTTE E DI VOLTA IN VOLTA DA' LA PREFERENZA ALL'UNA O
ALL'ALTRA.


( tratto dal libro DAL BLA BLA AL DIALOGO)

sabato, novembre 18, 2006

PENSARE A DIO

Pensare a Dio sempre è psicologicamente impossibile.
Pensare a Dio continuamente non è necessario.
Pensare a Dio sovente è molto utile ma non obbligatorio.

LA SOSTANZA NON E' IL PENSARE, MA E' L'AMARE.

venerdì, novembre 17, 2006

CORAGGIO

CORAGGIO :FORZA D'ANIMO NELL'AFFRONTARE IL PERICOLO,NELL'INTRAPRENDERE IMPRESE DIFFICILI, NEL SOPPORTARE DOLORI E SACRIFICI, OSARE FINALMENTE DOPO AVER ESITATO, SOSTENERE E DIFENDERE LE PROPRIE OPINIONI, ASSUMENDOSENE LA RESPONSABILITA', AFFRONTARE SITUAZIONI RISCHIOSE CON ANIMO SALDO, STARE IN PIEDI IN MEZZO ALLE DIFFICOLTA' CON EQUILIBRIO, SENZA VACILLARE.

Sentire nascere dentro una forza sepolta da tempo e come succede quando nel nostro corpo c'è un qualcosa di fisico che sale (come una vampata o una botta di pressione), sentire sgorgare , fluire, scorrere, alzarsi e fuoriuscire un rigurgito di coraggio.
Quante volte questa bella qualità o forse virtù o forse dono, mi è sembrata morta nella mia anima .
Semplicemente non l'avvertivo piu',sepolta, sepolta sotto una pietraia.
E dire che c'è stato un tempo in cui mi si facevano i complimenti per il mio coraggio(Complimenti a questa signora coraggiosa !)
Poi un lungo limbo in cui tutto ho provato tranne che il coraggio.
Vedevo gli altri con la loro sicumera, le idee chiare,le voci irose che si alzavano per difendere i propri territori, i proclami, le enfasi, l'aggressività manifesta e quasi li invidiavo, li spiavo per carpire il segreto di tanta apparente sicurezza.
E poi ho capito che io non sono fatta cosi', che non è il mio stile, che non mi piacerebbe essere cosi', che non è quello che voglio nel profondo, quello che mi interessa, che mi realizza.
Ma il CORAGGIO si', il CORAGGIO si' mi interessa, mi riguarda, mi porta avanti e ringrazio Dio perchè ho sentito che c'è ancora in me e scorre come energia positiva, scorre sotto la pietraia e per un attimo è sgorgato fuori, si è trovato una strada ed è uscito.

IL CORAGGIO E' VIVO E LOTTA INSIEME A ME.

(dopo domenica 12 alla casa dell'angelo)

lunedì, ottobre 30, 2006

PERDONARE

La strada che porta al perdono, quello vero, è abbastanza travagliata, per me, ma credo anche per tutti quegli uomini e donne che sono onesti con se stessi.
Il perdono, quello vero, viene sempre dopo il senso dell'ira, e non prima.
Altrimenti rasenta il masochismo.
Solo quando ho preso le distanze, ho allontanato da me, posso perdonare, perchè allora saprò che anche chi mi ha offeso è solo un bambino ferito.

martedì, ottobre 17, 2006

BENVENUTO MATTEO






























SALMO 139


Signore, tu mi scruti e mi conosci,
tu sai quando seggo e quando mi alzo.
Penetri da lontano i miei pensieri,
mi scruti quando cammino e quando riposo.
Ti sono note tutte le mie vie;
la mia parola non e' ancora sulla lingua
e tu, Signore, già la conosci tutta.
Alle spalle e di fronte mi circondi
e poni su di me la tua mano.
Stupenda per me la tua saggezza,
troppo alta, e io non la comprendo.

Dove andare lontano dal tuo spirito,
dove fuggire dalla tua presenza?
Se salgo in cielo, là tu sei,
se scendo negli inferi, eccoti.
Se prendo le ali dell'aurora
per abitare all'estremità del mare,
anche là mi guida la tua mano
e mi afferra la tua destra.

Se dico:" Almeno l'oscurità mi copra
e intorno a me sia la notte";
nemmeno le tenebre per te sono oscure.
e la notte è chiara come il giorno;
per te le tenebre sono come luce.
Sei tu che hai creato le mie viscere
e mi hai tessuto nel seno di mia madre.
Ti lodo perchè mi hai fatto come un prodigio;
sono stupende le tue opere,
tu mi conosci fino in fondo.

Non ti erano nascoste le mie ossa
quando venivo formato nel segreto,
intessuto nelle profondità della terra.
Ancora informe mi hanno visto i tuoi occhi
e tutto era scritto nel tuo libro;
i miei giorni erano amati,
quando ancora non ne esisteva uno.
Quanto profondi per me i tuoi pensieri,
quanto grande il loro numero, o DIO;
se li conto sono più della sabbia,
se li credo finiti, con te sono ancora ...

martedì, ottobre 03, 2006

La pastorella analfabeta

E io me la vedo quella ragazzina dell'età di mio figlio, provata dalla miseria, dalla fame, dal freddo,dall'asma.
Me la vedo vivere con la sua famiglia in sei dentro a quel cachot che abbiamo visitato.
Me la vedo quella mattina presto correre a raccogliere sterpi per fare un po' di fuoco.
Me la vedo scalza attraversare il Gave e poi quell'incontro che ha cambiato tutto...
AQUERO' : termine neutro in dialetto che significa QUELLA COSA LA' o QUELLA PERSONA LA'.


-E' bella?
-Oh si signore ,molto bella!!

-Chiedile come si chiama

- Volete avere la bonta' di dirmi chi siete ,per favore?
Aquerò sorride, non risponde.
Bernadette insiste una seconda volta, poi una terza.
Aquerò sorride sempre.
Alla quarta volta risponde:
-QUE SOY ERA IMMACULADA COUNCEPCIOU.


-Sai quello che vuol dire?
-No
-Allora come puoi parlare se non hai capito?
-Ho ripetuto lungo tutta la strada per tenerlo a mente.

giovedì, settembre 28, 2006

La CREMAGLIERA

Siamo saliti a 1000 metri prendendo un trenino a cremagliera.
Da qui si apre uno splendido paesaggio con vista a 360°sui Pirenei.
Lourdes dall'alto è una cittadina come tante altre, non si vede il santuario, non si nota l'esplanade.
Eppure ,eppure c'è qualcosa di strano...
Sono dei canti che si sentono distintamente, salgono da laggiù a quassù, sono preghiere, invocazioni che fendono l'aria e cambiano la storia.
Lourdes è un luogo dove si eleva una preghiera continua, mi appare come un energia di bene che sale sale e ingloba , annulla ,cancella, fa da scudo ad una parte di male che c'è.

NOTTE ALLA GROTTA

Abbiamo attraversato il ponte e ci siamo seduti al di la' del Gave ,guardando la grotta.
Intorno è un elevarsi di AVE MARIA AVE MARIA AVE MARIA.
Si prega si contempla si guarda verso la grotta e SI STA BENE , SI STA A CASA .
Da quanto tempo non mi accadeva una sensazione del genere?
E quale gioia nell'avere accanto mio marito!
Come avrei fatto a tornare a casa e a raccontargli quello che avevo vissuto?
Potevo sicuramente trasmettergli alcune sensazioni provate, conosco la sua profonda sensibilità, so che si sarebbe messo nei miei panni e che tutto cio' che mi rende felice lo riguarda,ma cosi' con lui accanto è stato speciale perchè cosi' L'ABBIAMO CONDIVISO.

martedì, settembre 19, 2006

APPUNTI SU LOURDES

La grotta è una calamita. Viene da correre sempre là, soprattutto di notte.
ATTIRA ATTIRA ATTIRA.
AVE MARIA- JE TE SALUE MARIE- AVE MARIA.
Se non fosse blasfemo direi che c'è qualcosa di magico.
C'è una dolcezza, una tenerezza che non vorrei dimenticare troppo presto.
Maria la mamma, la sorella, la cugina,l'amica, la faccia femminile di Dio.
Da quanto tempo aspettavo questo incontro! Quante cose ho da dirti! Che elenco lungo di persone di cui ti devo parlare!
Ore 21 : Processione aux flambeaux.
Brividi freddi mi corrono lungo la schiena.
Tutte le volte che si canta AVE, AVE, AVE MARIA... i nostri flambeaux vengono alzati verso l'alto con un gesto semplice e all'inizio anche un po' imbarazzato...
Mani e braccia che portano verso l'alto quel lumicino , segno di appartenenza, di rispetto, un muro di mani e braccia che silenziosamente dicono:
SONO QUI, SONO VENUTO A TROVARTI, AIUTAMI, TI APPARTENGO,SEI MIA MAMMA, ABBRACCIAMI, TI ABBRACCIO, HO BISOGNO DI TE , DEL TUO SGUARDO, TI VOGLIO BENE, TI RISPETTO, SONO IN CERCA, SONO UNA PERSONA DISPERATA, APRIMI IL CAMMINO, DAMMI L'OCCASIONE, TI AFFIDO QUELLA PERSONA A ME COSI' CARA, QUEL DOLORE SEGRETO MI ANNIENTA, NON PERMETTERLO, VOGLIO STARE SULLA TUA STRADA, IL TUO CAMMINO MI PIACE, GUARISCIMI DENTRO, DAMMI LA MANO, TI PROTENDO LA MIA MANO, QUESTA LUCINA TREMOLANTE SONO IO, RAFFORZAMI...

martedì, luglio 18, 2006

Improvvisamente

Improvvisamente sono diventata suocera.
Come?
Ma ieri non ero una ragazza?

lunedì, giugno 12, 2006

Cronache di primavera

tratto da "Il Cenacolo"

Vedo che già cominciate, dice Dio, a progettare l’estate. C’è quel vestitino, non tanto caro, che vi andrebbe benissimo per le belle giornate che si preparano. Per gli uomini ci sono, invece, quelle belle polo colorate, così comode da indossare. E poi bisognerà pensare alle calzature perché quelle dello scorso anno sono troppo sciupate. Avete ragione, finché fate dei progetti siete vivi! E se prendete cura di voi stessi, vi rispetterete. Ma ho visto che, nonostante la primavera, avete l’aria triste anche se non lasciate trasparire niente. Voi sapete che io, dice Dio, non mi fermo al vostro bell’aspetto, ma penetro le profondità del cuore. Forse perché la bella stagione che ritorna annuncia feste di comunioni, battesimi, matrimoni.Ma quella vostra giovane amica che vi ha invitato a nozze, ha spiegato che non si sposerà in chiesa. Non avete detto nulla e, per un attimo, vi è mancato il fiato. E avete scoperto che vostro figlio si è accordato con sua moglie per non far battezzare l’ultimo nato. Vi hanno detto: «Deciderà lui, quando sarà grande…». Già da qualche mese, poi, sapete bene che, quest’anno, non ci saranno comunioni perché la piccola non è andata al catechismo. E adesso, anche la figlia più giovane, dopo pochi mesi di matrimonio, se ne è tornata a casa, da voi... Tutto ciò l’ho visto, dice Dio, l’ho visto bene. E non perché sorveglio tutto come un gendarme pronto a staccare contravvenzioni, ma perché vedo tutto con gli occhi del cuore. Per questo guardo anzitutto a voi e vi dico: non abbiate paura. I vostri figli, i nipoti, io li amo. E, quindi, non giudicateli, e non credetevi colpevoli! Non è il loro battesimo, la loro prima comunione o le loro nozze che io amo. Io li amo perché essi sono figli vostri e anche miei. Forse non sono battezzati, ma questo non gli impedisce d’essere amati! Non ricordate che io sono un padre prodigo? Ogni giorno scendo fino all’ingresso, davanti a casa, perché so bene che verrà il tempo in cui essi ritorneranno tra le mie braccia! E se lo faranno, io li accoglierò. Ciò che non vi posso dire è quando, e per quali strade, perché i miei figli non possono essere tali se non quando sono liberi. E quando riappariranno sulla soglia, non sarà per paura o per dovere, ma solo per amore. Io, dice Dio, non posso dirglielo perché non ho una bocca. Ma voi, dite loro, da parte mia, dite loro che li amo. Diteglielo!

PER CHE COSA VIVERE ?

Mi chiedono spesso : qual è lo scopo della vita ?
Malgrado tante assurdità, ho tuttavia una certezza che sento mia dal momento in cui ho incontrato DIO...
Tremando , con grande scandalo della mia intelligenza, ma con la convinzione del cuore e della fede, io rispondo: lo scopo è di imparare ad amare.

ABBE' PIERRE ( dal libro Mio Dio ...perche')

domenica, giugno 04, 2006

SORELLE

In un giorno molto caldo una giovane donna sposata andò in visita a casa di sua madre e, insieme, si sedettero su un sofà a bere the ghiacciato. Mentre parlavano della vita, del matrimonio, delle responsabilità e degli obblighi dell'età adulta, la madre pensosa fece tintinnare i suoi cubetti di ghiaccio nel bicchiere e lanciò un'occhiata serena e intensa alla figlia: "Non dimenticare le tue Sorelle!" raccomandò, facendo turbinare le sue foglie di the sul fondo di vetro: "Esse saranno sempre più importanti man mano che invecchierai. Non importa quanto amerai tuo marito, né quanto amerai i bambini che potrai avere: avrai sempre bisogno di Sorelle. Ricordati di viaggiare con loro ogni tanto: ricordati di fare delle cose con loro... ricordati che 'Sorelle' significa TUTTE le donne... le tue amiche, le tue figlie, e tutte le altre donne che ti saranno vicine. Tu avrai bisogno di altre donne, le donne ne hanno sempre bisogno."
"Ma che strano consiglio!" pensò la giovane donna "Non mi sono appena sposata? Non sono appena entrata nel mondo del matrimonio? Adesso sono una donna sposata, per fortuna! Sono adulta! Sicuramente mio marito e la famiglia cui stiamo dando inizio saranno tutto ciò di cui ho bisogno per realizzarmi!".
Ma la giovane donna ascoltò sua madre e mantenne contatti con altre donne ed ebbe sempre più 'sorelle' ogni anno che passava. Un anno dopo l'altro venne gradualmente a capire che sua madre sapeva molto bene di cosa stava parlando: stava parlando di come, mentre il tempo e la natura operano i loro cambiamenti e i loro misteri sulla vita di una donna, le sorelle sono il suo sostegno. Dopo più di cinquanta anni vissuti in questo mondo, questo è tutto ciò che ha imparato, È TUTTO QUI. Il tempo passa. La vita scorre. Le distanze separano. I bambini crescono. I lavori vanno e vengono. L'amore scolorisce o svanisce. Gli uomini a volte non fanno ciò che speriamo. I cuori si spezzano. I genitori muoiono. I colleghi dimenticano i favori. Le carriere finiscono. MA... le Sorelle sono là! Non importa quanto tempo e quante miglia ci siano fra voi. Un'amica non è mai cosi lontana da non poter essere raggiunta Quando dovrai camminare per quella valle solitaria - e dovrai camminare da sola - le donne della tua vita saranno sull'orlo della valle, incoraggiandoti, pregando per te, tenendo per te, intervenendo a tuo favore ed attendendoti con le braccia aperte all'estremità della valle. A volte, infrangeranno persino le regole e cammineranno al tuo fianco. O entreranno e ti strapperanno da lì. Amiche, figlie, nuore, sorelle, cognate, madri, suocere, nonne, zie, nipoti, cugine e famiglia estesa, tutte benedicono la tua vita! Il mondo non sarebbe lo stesso senza donne. Quando abbiamo cominciato questa avventura denominata femminilità non avevamo idea delle gioie o dei dispiaceri incredibili che avremmo avuto davanti. Né sapevamo quanto avremmo avuto bisogno le une delle altre. Ogni giorno, ne abbiamo ancora bisogno.

HO RICEVUTO CASUALMENTE QUESTO TESTO SCRITTO DA UN 'ANONIMA (CREDO QUASI SICURAMENTE DONNA). LO TROVO MOLTO VICINO ALLA MIA SENSIBILITA'.
ANCHE IO SONO IN QUESTI ULTIMI ANNI DELLA MIA VITA ALLA SCOPERTA DI TUTTE LE SORELLE CHE MI SONO PASSATE E MI PASSANO ACCANTO: ALCUNE SONO STATE PER ME DEI VERI TESORI, ALTRE MOTIVO DI piccole DELUSIONI, ALTRE DEI PUNTI LUCE SENZA LE QUALI NON AVREI " VISTO", RARAMENTE E' ARRIVATA QUALCHE PUGNALATA ALLE SPALLE E PURTROPPO FACCIO FATICA A DIMENTICARLA, MA IL MIO CUORE E' APERTO AD INCONTRARNE ANCORA TANTE ,E' PRONTO ALLA SORPRESA DI NUOVI RAPPORTI E SPERO DI POTER ESSERE IO STESSA
SORELLA PER MOLTE.

domenica, maggio 07, 2006

IL RAGAZZO DAI CAPELLI VERDI


GIP GIP BEL CAVALLIN , GIP GIP SIGNORE
QUANTO CI VUOL PER LA CITTA', UN PAIO D'ORE
GIP GIP BEL CAVALLIN ,GIP GIP SIGNORE
QUANDO NOI RITORNEREM
AL TRAMONTAR DEL SOLE.......

venerdì, maggio 05, 2006

PREGHIERA 2002

Padre, cosa deve essere per Te avere tanti figli, amarli, curarli tutti e contemporaneamente non impazzire!!!
Se io faccio fatica a tirarne su tre, cosa dev'essere per Te tirare su tutta l'umanità!
E chissa' quanti dolori, quanti figli in fuga, quante coltellate, quanti tradimenti; e chissà quanti capolavori erano nella Tua mente che si sono poi rivelati dei "fallimenti"
Chissà quante volte ,anche tu, ci guardi e pensi:" Sono stanco, non so più cosa fare con te."
Ti chiedo il dono della speranza che è energia, creatività, non mollare mai, inventarne sempre una nuova e poi anche sapersi riposare quando c'è da riposare, saper ridere quando c'e' da ridere, vedere che nulla è perduto quando sembra che tutto lo sia.
Ti chiedo il dono di non drammatizzare mai le situazioni, di non esasperarle mai, ti chiedo più energie positive e meno pensieri negativi.
Ti affido i miei figli,prenditi un po' del peso Tu che hai spalle più scafate ed idee più originali per far fare loro l'incontro giusto al momento giusto.
Toglimi un po' di stanchezza e dammi gioia nell'educare.

mercoledì, aprile 19, 2006

CHI SEMINA NEL PIANTO ,RACCOGLIE NELLA GIOIA

Abbiamo seminato e fondato una piccola ,piccolissima opera che si chiama: FAMIGLIA.
Niente di grandioso,ne' di perfetto, di mondiale,ne' di planetario; nessuna laurea honoris causa, proprio nessuna.
Qualcosa di molto nascosto, locale, roba che si perde nel quartiere, qualcosa di apparentemente piccolo, insignificante, impastato con i nostri limiti .
Eppure io sento che abbiamo fatto qualcosa di bello e di grande, qualcosa che ha a che fare con Dio.Mentre la facevamo non ce ne rendevamo conto.
Ora che i figli stanno crescendo intuisco una specie di progetto che ci trascende e che si svela a noi a poco a poco.
E' un mistero , ma sono certa che e' un mistero divino.
E lo dico con estrema umilta', sono orgogliosa di aver contribuito a tutto questo.
Faticosissimo progetto, a volte dolorosetto, ma divino ,ne sono certa divino.

1998

E' PASSATA

"Se un'esperienza diventa distruttiva, mette a repentaglio la propria dignita', ci deprime e ci demoralizza in continuazione; a meno di non essere masochisti, abbiamo il dovere di prenderne le distanze".
CIRCA 7 ANNI FA SCRIVEVO QUESTE PAROLE IN UNA LETTERA AD UNA MIA CARA AMICA .
QUESTE PAROLE SINTETIZZANO MOLTO BENE LA SOFFERENZA DI ALCUNI ANNI DELLA MIA VITA . CHI MI CONOSCE E MI VUOLE BENE SA DI COSA STO PARLANDO.
VERAMENTE MI STO RENDENDO CONTO CHE E' PASSATA.
La tenerezza e l'amore di Dio non mi hanno mai abbandonata e mi hanno aperto altre strade ,apparentemente meno gratificanti,meno nobili e totalitarie, ma pur sempre strade.
Questa Pasqua mi ha regalato questa certezza: E' PASSATA , Teresin, E' PASSATA!!!!!!

domenica, aprile 16, 2006

ABBASSATE LA CRESTA

Ho ritrovato casualmente,mettendo a posto dei documenti, la pagella di Marianna in quarta magistrale.
ITALIANO: 8
LATINO : 8
MATEMATICA: 8
FISICA: 8
SOCIOLOGIA: 8
INGLESE : 8
PEDAGOGIA : 7
PSICOLOGIA: 7
STORIA DELL'ARTE: 9
ED.FISICA : 7
FILOSOFIA: 7
CONDOTTA: 10
RELIGIONE: ottimo

E DIO allora sorrise e disse " ABBASSATE LA CRESTA."

martedì, marzo 28, 2006

LA VERA STRETTA

Mi sveglio una mattina e sento un forte dolore alla mano sinistra.
Il mio dito anulare ha la forma di un wurstel pulsante e la vera lo taglia con una riga preoccupantemente violacea.
Da un po' di mesi non riesco più a toglierla anche se ho provato a lubrificare la pelle con olio , con sapone, con creme varie.
Evidentemente mi stanno gonfiando un po' le mani. Sarà l'eta'? Ritenzione idrica o i primi noduli artrosici che si stanno formando?
Fatto sta' che il dolore è intenso, a tratti insopportabile.
Nella prima oreficeria che trovo sotto casa mi viene detto:"Corra al PRONTO SOCCORSO".
Ma io non ho voglia di passare ore ed ore in ospedale( non sono certo da codice rosso).
Provo in una seconda oreficeria.
Qui una signora molto gentile ci prova:estrae un piccolo attrezzo munito di rotellina misteriosa e mi taglia la vera con non poca fatica e non poco male.
" Ritorni la prossima settimana ,gliela faccio allargare."
Esco dal negozio con un dito violaceo da far paura,ma sento che a poco a poco la circolazione del sangue ritorna e mi tranquillizzo.
Solo un'altra volta mi era successa una simile avventura: ero alla fine della gravidanza ed improvvisamente mi si sono gonfiate le mani, ma non era stato necessario tagliare la vera perchè ,pur con grande sforzo ero riuscita a farla scivolare via.
In questo inizio giornata decisamente nero penso a questo anello , simbolo del matrimonio( RICEVI QUESTO ANELLO SEGNO DEL MIO AMORE E DELLA MIA FEDELTA') ,alla vera che ci si scambia in quel giorno come pegno ed impegno, come regalo, come patto , come accoglienza l'uno dell'altro, ebbene quella stessa vera a volte , può diventare stretta.
Per tanti che ho conosciuto è cosi':la vera improvvisamente diventa stretta .
Anche per me a volte è stato cosi'.
C'è chi consiglia il PRONTO SOCCORSO.
C'è chi con mano gentile aiuta per poi restituirti quella stessa vera un po' allargata,un po' modificata, un po' più a tua misura quasi rimodellata sulla nuova realtà delle tue mani, per continuare il cammino.

lunedì, marzo 27, 2006

NIENTE E' A CASO

ESTATE 2004

In tutto è Dio che parla con noi e ci invita a capire.
Parla con ognuno di
noi personalmente.
"SONO IO CHE PARLO CON TE" DIO dice ad ogni uomo,in ogni
cosa, in ogni fatto.
E aggiunge:" Capisci quello che io ti dico? Capisci
quello che ti ho fatto?

Allora anche in questo strano periodo,anche adesso che i figli sono tutti via , il marito è schiacciato dal lavoro e io sento forte una strana malinconia ; allora anche in questo strano anno in cui ho perso un'amica e altre cose più belle sono accadute, TUTTO HA UN SIGNIFICATO.
Può darsi che Lui mi voglia dire :non avere più l'alibi dei figli ,non intristirti troppo per le non ferie, non pensare al dolore per la perdita della tua amica o comunque per la trasformazione del vostro rapporto.
Vivi con la gente che hai intorno, ora ,qui; con quello che ti accade , ora ,qui e CERCA DI CAPIRE.


La citazione è di Luigi Bracco.

martedì, marzo 07, 2006

RESTITUIRE

RESTITUIRE= RIDARE A QUALCUNO CIO' CHE GLI SI E' TOLTO O CIO' CHE EGLI CI HA DATO O CIO' CHE HA PERDUTO.

Mentre ripercorro in salita quella strada a me cosi' famigliare, quella strada che chiamerei "emozionalmente" la strada di casa, in una giornata limpidissima,con le medicine che ho appena ritirato dalla piccola farmacia del paese, sento nel cuore la gioia di poter restituire una briciola a chi mi aveva donato tanti anni prima , del pane fragrante di forno.
Torno indietro col pensiero.
Avevo due anni ed ero stata accolta in casa dei miei nonni perche' la mia mamma era seriamente malata e non poteva accudirmi ( allora la TBC con focolai ai polmoni era una malattia molto grave e contagiosa ,ma per fortuna stavano arrivando gli antibiotici ).
In quella casa c'erano anche lo zio sposato da poco e sua moglie.
Rivedo questa giovane che mi prende in braccio sorridente e lui che prende in braccio sua moglie e me facendoci fare un balzo in aria e quasi cantando: " OPLALALA' LO ZIO LUIGI LA ZIA GIANNA E LA MARIA TERESA... OPLALALA' OPLALALA'".
E' uno dei ricordi più vividi e felici di quel periodo la'.
Volavo in aria fra braccia forti e affettuose, ero felice in quel momento e dimenticavo un po' la malinconia della separazione dalla mamma.
Cambio di scena ,crudezza della vita che irrompe in tutta la sua drammaticità.
Questo zio giovane e simpatico ora è anziano e molto malato.
Sono per lui le medicine che sto portando.
E' UN ONORE POTER RESTITUIRE, E' VERAMENTE UN ONORE!
Tanto ho ricevuto, forse non ho mai detto grazie perche' non mi rendevo conto,tutto era cosi' naturale e scontato come a volte e' l'amore di chi quasi si offenderebbe se si sentisse ringraziare per qualche cosa che ritiene NORMALE.

venerdì, febbraio 17, 2006

Da Genova 17/2/2006

Quindi non puoi fare dipendere la tua vita, la tua felicità, la tua serenità dalle persone a cui vuoi bene.
Ma poi , gli vuoi davvero bene?
Amare non significa dipendere.
Esattamente il contrario.
Se noi dipendiamo da qualcuno, non vuol dire che lo amiamo, vuol dire che noi vogliamo essere amati da lui...
Non ti dico di abbandonare le persone a cui sei attaccato o attaccata.
Non devi lasciare la tua famiglia.
Devi soltanto smetterla di far dipendere la tua felicità da loro.
Puoi benissimo continuare a goderteli. Anzi cosi' te li godi anche di più...
Ti chiedo soltanto di diventare libero o libera di goderti le persone care quando ci sono e di goderti qualcos'altro quando non ci sono...
Devi semplicemente diventare capace di farne a meno.
Giulio Cesare Giacobbe



E' UNA COSA COSI' NEGATIVA VOLER ESSERE AMATI?
Maria teresa

Da Barbiana 25/2/1959

Cara Elena,
sono contentissimo che tu ti sposi e non ho nessun motivo di meravigliarmi o dolermi che tu lo faccia in Comune.
Esser religiosi e essere cristiani è una fortuna, non un obbligo.
Mi può dispiacere che tu non abbia questa fortuna, non che tu compia un atto in armonia con quello che pensi.
Del resto non sei ancora morta nè te nè Erseo e avete tanto tempo davanti a voi per invecchiare, rinfurbire, ripensarci.
Ricevete per ora i miei più affettuosi auguri di felicità terrena e ultraterrena.
DON LORENZO MILANI (alla sorella)

sabato, gennaio 21, 2006

VAMPATE

Si tratta di ondate transitorie di calore che portano ad una variazione della temperatura di ben 5/6 gradi nel giro di pochi minuti.
Iniziano a livello del torace, salgono verso il collo e la testa, sono seguite da una sudorazione profusa che comporta anche sofferenza del sistema neurovegetativo con tachicardie, insonnia, difficolta' di concentrazione, depressione, irritabilità.
Il 75% delle donne ne soffre nei primi due anni di menopausa, il20% per 5 anni e il 5% purtroppo per tutta la vita.
OK OK questo ci tocca !!
4 anni che sono in menopausa ed in questi ultimi tempi pare che abbiano sferrato un ulteriore attacco:io spero l'ultimo.
Sono stupita, pensavo andassero scemando ed invece no.
Spero di non appartenere a quel 5% anche perchè non posso e non voglio prendere estrogeni (la mia mamma è morta per un tumore al seno ed io sinceramente vorrei farne a meno.( FA ANCHE RIMA)
Sono in macchina da sola in un triste sabato pomeriggio ed improvvisamente ecco un pensiero forte insistente. Lo stesso pensiero che mi era venuto quando aspettavo il primo figlio e vomitavo l'anima.
Anche allora ognuno si sentiva in dovere di dare pareri e consigli (addirittura qualche cara persona aveva insinuato che quella nausea così terribile fosse il segno di una non accettazione di quella mia (in verità desideratissima gravidanza.)
E anche allora lo stesso pensiero.
Ma Maria come avrà fatto? Come l'avrà vissuta?
Anche lei avrà avuto questi disturbi, anche lei avrà vomitato i primi 3 mesi; e dopo, essendo donna come me, anche lei avrà avuto una menopausa con vampate, con disagi a volte più psicologici che fisici: una specie di sensibilità acuita al 1000 per 1000, pianti, ritorno indietro con tratti del carattere decisamente infantili, gelosie, senso di isolamento( nessuno mi vuole bene, nessuno mi capisce...)
Maria come hai fatto?
Facevi moto regolare (meglio se mattutino)?
Preferivi alimenti ricchi di soia?
Dormivi in camere fresche intorno ai 16/18 gradi?
Ti affidavi all'agopuntura?
Maria come hai fatto?
Oppure anche qui, come per altri ben più importanti avvenimenti della tua vita : custodivi nel tuo cuore, sopportavi, offrivi, pregavi, a volte ti ribellavi un attimo e poi ti ributtavi nel servizio di tutti quelli che ti erano intorno, spargendo luce.
Sono sicura che tu eri una donna equilibrata; lo sei stata dall'inizio alla fine.
Io sono tua figlia ,tua sorella.
Tu hai già passato tutto questo e di più.
Stammi vicina perchè ho bisogno del tuo equilibrio del tuo affetto della tua compartecipazione.
CI CONTO.

lunedì, gennaio 16, 2006

VACANZE IN VAL MAIRA

Ma chi poteva abitare in una casa cosi' ridotta?Era un rudere ma nel vero senso della parola; un spaccatura nelle pietre la divideva quasi a metà.
Non aveva nulla delle belle casette ristrutturate che avevamo tante volte ammirato nelle nostre camminate:non c'erano gerani rossi alla finestra,nè travi di legno profumato, nè tetti in lose perfettamente allineate e quasi brillanti nel loro grigio verde.
L'impressione generale era un po'di disordine.
Accanto ecco una chiesetta aperta e in attesa di un valido restauro.
Poi una persona di passaggio ci racconta che li' abita un frate, un monaco, solo, una specie di eremita che ha fatto tanto bene nella sua vita. Da tanti anni ha scelto questo paesino, ha amici che vengono a trovarlo, persone in cerca a volte si fermano con lui.
Più in basso su un pratone verde c'è una strana costruzione: una specie di gazebo in cemento armato con tantissime campane appese, qualcuna più grande altre più piccole.
Immagino il concerto che si propaga giù per la valle quando i meccanismi che le fanno suonare vengono attivati.
La stessa persona di passaggio ci racconta che sono gli amici di questo frate che hanno voluto costruire e regalargli quella strana orchestra.
Strano posto ,strane cose, i miei pensieri vanno a Dio come non succedeva da tanti tanti mesi.
Compro due libri di spiritualità che sono posati in fondo alla chiesetta, non so chi li ha scritti ma mi attirano.

(a Marmora ed oltre /2004)

martedì, gennaio 10, 2006

GLI ULTIMI

Improvvisamente,come un intuizione che viene dal profondo,ho pensato che potremmo essere gli ultimi. Come dei panda in estinzione, da proteggere,preziosi elementi di una catena che sta per estinguersi.
Potremmo essere gli ultimi.
Non so quanti dei nostri figli ripeteranno il nostro modo di vivere il MATRIMONIO anzi IL SACRAMENTO DEL MATRIMONIO.
Non so quanti di loro seguiranno le nostre orme.
E' cambiato in pochi anni il concetto di famiglia, l'idea della famiglia.
Noi potremmo essere gli ultimi e come tali preziosi preziosissimi,quasi da studiare , da filmare perche' tra 10 o 20 anni o più potrebbe essere importante sapere quello in cui credevamo,speravamo,soffrivamo cioè in poche parole come vivevamo.
Per questo è importante secondo me raccontare e raccontarci, anche perchè non si perda una certa memoria storica, pur con tutti i limiti che ognuno di noi ha come singolo e come coppia ,pur con tutti gli errori fatti,con tutti i fallimenti e anche con tutte le gioie.
Potremmo essere gli ultimi perchè i nostri figli quando parlano di un progetto di vita insieme parlano di convivenza,alla quale poi ,magari ,potrebbe seguire un matrimonio in comune o più raramente in chiesa(chissa')
Anche se io credo che ci sarà una rinascita.
E' sempre cosi': prima le cose si distruggono e poi si ricostruiscono, ad ogni partenza corrisponde un ritorno ed ogni corso avrà il suo ricorso.
E se è cosi' per tutto, tanto più lo sarà per la FAMIGLIA, calpestata, offesa, tradita, abbandonata, presa in giro, sbeffeggiata, resa fragile da assalti che l'hanno sconquassata.
Mi viene da difenderla,non solo la mia famiglia,ma tutte le famiglie, mi viene un senso di tenerezza immenso nel vedere il lavoro che tiene insieme uomini e donne, di generazione in generazione.
Mi commuove e ne colgo l'immensa dignità.

domenica, gennaio 08, 2006

DUE RAGAZZE

Due ragazze stanno passeggiando sul molo di un piccolo paese in una piccola isoletta. Si gustano un gelato e chiaccherano animatamente fra di loro... di tutto.
Passano da un argomento all'altro liberamente, fluenti, a volte ridono, a tratti si confidano cose molto dolorose.
Una è vestita di nero-lungo, ha un filo di perle bianche al collo, è biondissima, piena di lentiggini e sa di mare.
L'altra è vestita di rosso, ha occhi verdi ridenti che a tratti si incupiscono, ha uno scialle vezzosamente abbandonato sulle spalle e sa di mare.
Una ha quarantadue anni, l'altra cinquanta compiuti da poco.
E' il mistero dell'amicizia che si rinnova e si ricelebra.
E' come una Messa. Sono anni che non si vedono e non sanno da che parte cominciare, ma appena cominciano è come se si fossero lasciate un giorno prima. Parlano di...tutto.
Passano davanti ai ricchi dentro gli yocht e sanno di essere più ricche di quei signori, sanno di volersi bene e che possono contare l'una sull'altra. Fotografia di un'estate in un piccolo paese su una piccola isoletta.

giovedì, gennaio 05, 2006

Ave maria


AveMaria,
Madre del conforto,
apri le tue braccia
e accogli il mio pianto.
Nessuno lo vuole ascoltare,
nessuno lo vuole condividere,
nessuno lo vuole sopportare.
Apri le tue braccia
e accogli il mio pianto,
che è un pianto bambino.
Da te, mamma, mi aspetto
carezze e parole che
sanno consolare.
Da te mi aspetto baci
incoraggianti,
la dove il coraggio langue.
Da te mi aspetto proposte
che distraggano il mio dolore
che è un dolore pungente.
Da te mi aspetto calore
rassicurante,
mi aspetto sorellanza.
Ave Maria
Madre dell'abbraccio
sostieni e nutri
che' questo sai fare.

O tutto o niente

O tutto è casuale, o niente lo è. Se io credessi nella prima affermazione non potrei vivere, ma non sono ancora convinta della seconda.

Dentro di me c'è una sorgente molto profonda. E in quella sorgente c'è Dio. A volte riesco a raggiungerla, più sovente essa è coperta da pietre e sabbia: allora Dio è sepolto. Allora bisogna dissotterrarlo di nuovo.

da Diario di Etty Hillesum

martedì, luglio 12, 2005

UNICO INDIZIO UNA MANCIATA DI CIOCCOLATINI

Improvvisamente il poliziotto si sentì più leggero,come se un piccolo peso gli si fosse staccato di dosso o, a ben pensare, come se avesse depositato a terra una zavorra, un qualcosa che lo affliggeva, un mattoncino che gli impediva una certa levità di percorso.
Sorrise e la bambina contraccambiò con un altro sorriso complice,disarmante e tenerissimo.
Per la prima volta,da quando si erano accorti di lei,parlò e disse al poliziotto sottovoce:-E’ successo anche a te, vero?
-Che cosa?
-Anche tu hai posato un dolore e ti senti più leggero?
-Non so cosa ho posato, ma certo sento un sollievo nel cuore.
-A me sono giorni che succede.
-Che cosa?
-Ogni volta che mangio un cioccolatino,poso a terra dolori ,come borse della spesa stracolme,come zaini pesanti, come valigie senza ruote da trasportare e mi sento un po’ più giovane.
Il poliziotto la guardò stupito e notò che anche per lui questo era incredibilmente vero.
Si sentiva almeno tre anni di meno:i capelli brizzolati erano più scuri e la vista che stava perdendo colpi, era più acuta.
-Da dove vieni?
-Non lo so, ma questa libreria è per me un posto amico; credo di esserci già stata perché conosco la proprietaria e il commesso.Per questo mi sono rifugiata qui per ripararmi dalla pioggia.
-Aspetti qualcuno?
-Sì, ma non so chi.
Il poliziotto si avvicinò alla proprietaria del negozio e riferì la conversazione appena terminata.
Lei,stupita,si sedette sul divanetto e osservò più da vicino quella cucciola smarrita.
Vide i capelli un po’ arruffati di un bel colore cenere, la frangetta sbarazzina,il nasino colante; ma quando lo sguardo si fermò sugli occhi,ebbe un sussulto: erano verdi di un verde color foglia con delle pagliuzze dorate.
Aveva visto solo altri due occhi così e non se gli era più dimenticati sia per la loro bellezza,sia per la malinconia che li velava: erano gli occhi di Lia,una signora sessantenne che frequentava quella piccola libreria ed era diventata sua amica.
Era una divoratrice di libri perché le facevano compagnia,la trasportavano fuori dalla realtà e le facevano dimenticare i suoi tanti dolori.
In effetti tutte le volte che Lia raccontava un po’ della sua vita, le faceva ricordare il biblico Giobbe: malattie,un marito traditore che l’aveva abbandonata con due figli piccoli da crescere, miseria ,umiliazioni e poi i due ragazzi che avevano preso brutte strade,uno peggio dell’altro,e di cui si erano perse le tracce; genitori anziani da accudire, sola senza poter contare sull’appoggio di nessuno,ore di lavoro nelle case come donna delle pulizie,ma soprattutto tanta tanta solitudine, di quella cruda , spietata che lascia senza fiato.
L’ultima volta che era entrata nel negozio aveva raccontato l’ultimo suo dolore: doveva lasciare la casa dove aveva abitato per tanti anni perché la vendevano e lei non aveva i soldi per comprarla.
Anche quello, sì ,anche quello sradicamento la faceva sembrare proprio smarrita.
In quell’occasione la proprietaria della libreria aveva notato che dalle sue tasche spuntava una confezione di cioccolatini e che ogni tanto ne mangiava avidamente uno dicendo:-Mi consola, mi fa star bene,ne vuoi uno anche tu? Magari ti aiuta a sopportare il fallimento della libreria.
Questi cioccolatini sono come carezze di un angelo,sono tocchi leggeri che tolgono un po’ di dolore.
Dunque era lei, era lei!! Ma cosa era successo?
La chiamò per nome e lei sembrò sorpresa.
L’abbracciò:-Lia, Lia ,cosa è successo Lia?
La bambina aprì un sorriso timido ma felice.
-Tu mi conosci?
-Certo che ti conosco,solo che una settimana fa eri un po’ diversa.
-Non so cosa è successo, so che sono entrata qui dentro per ripararmi dal freddo e che qui sono al sicuro.
-Ma non ti ricordi di me?
-No, ma ti sento amica e questo mi basta.
-Vieni con me Lia, vieni con me,adesso chiudiamo il negozio,domani è Natale e tu questo Natale lo passi a casa mia.

lunedì, luglio 11, 2005

Gli sposi

1960
Venivano avanti nella “creuza”, spettacolo insolito per il paese: lei in abito bianco, molto semplice come era la sua persona, lui in abito scuro elegante, camicia bianca e cravatta, ma molto sobrio. Mi sono rimasti impressi per tanti anni perché più che un’immagine reale sembravano un sogno. Siamo usciti fuori sulla porta di casa per vederli meglio ed erano molto belli anche se contenuti e quasi pudichi per quel momento di festa. Il velo di lei si alzava per un po’ di brezza tiepida che agitava l’aria. Lui le camminava accanto deciso e sorridente. Io ero una bambina e questi sposi, da allora, sono stati per me l’immagine di quello che credevo essere il matrimonio: quasi una fiaba, molto semplice, senza alcun lusso e ostentazione, una bella fiaba campagnola.











2004
Apro la porta di casa e me la trovo di fronte sorridente. Ci sposiamo il 20 di giugno,mi dice felice. Ed io, che pensavo fossero già sposati, quei due ragazzi che abitano sul mio pianerottolo da due anni! E’ sicura di sé, mi parla dell’abbazia in riviera dove si terrà la cerimonia, del viaggio di nozze che avrà come meta il Tibet, con tanto di guida privata per salire sulle vette più alte. La vedo così entusiasta che trasmette allegria. Sono una signora che ha superato i 50 anni e mi piace l’idea del matrimonio come viaggio, anche se so che non ci saranno solo alte vette. Prevedo anche qualche abisso, se ho imparato qualcosa dalla vita. Ma tutto ciò rimane solo nel pensiero, spalanco le mie braccia e il mio sorriso. Accolgo il suo entusiasmo quasi come mi fosse figlia: la realtà dell’oggi che irrompe a rivisitar le fiabe.

MariaTeresa

La mia Africa


Per me, che amo il cinema, la visione del film “ La mia Africa” del 1985, con due attori strepitosi come Meryl Streep e Robert Redford, è stata una gioia per gli occhi e ha allargato gli orizzonti della mente. So bene che l’Africa non è solo panorami mozzafiato; so delle sue ferite, dei suoi drammi attraverso i racconti di un caro amico missionario vissuto e morto in Zaire e attraverso le recenti foto di un altro amico medico che presta la sua preziosa opera in Costa D’Avorio. La vigilia di Pasqua ho visto delle immagini della nostra chiesa di Cristo Re riprese in volo da un elicotterista. L’ ho dunque osservata da una prospettiva nuova, dall’alto, dal tetto, uno strano tetto costruito quasi come quello di una grande capanna, di un Tucul. Non so perché, ma ho subito pensato: “ Questa è la mia Africa”. Forse non metterò mai piede in quel continente ma, se voglio, anche qui c’è da fare, anche qui c’è da rimboccarsi le maniche. Non abbiamo panorami mozzafiato: sono solo palazzi e poi ancora palazzi uno attaccato all’altro. Nessuno qui muore per fame o per sete ma ognuno ha ferite, domande e delusioni. Forse sotto quel grande tetto di Cristo Re possiamo trovare delle risposte e forse ognuno di noi può diventare medico e missionario per sé e per gli altri.
Se vogliamo …


Maria Teresa

La cucina nuova

Sono arrivati alle 7,30 del mattino, ingombrando con un enorme camion la strada stretta dove abito. Tra uno strombazzamento e l’altro di automobilisti innervositi da quel colosso, hanno scaricato i mobili, delicatamente, senza fretta, guardando ogni tanto il cielo che pareva annuvolarsi, ed ora alle 3 del pomeriggio, sono ancora qui che mi stanno montando la cucina nuova. E’ bellissima: la guardo, la riguardo, mi allontano a tratti, perché mi sembra di disturbare il loro lavoro faticoso e preciso. E’ bellissima, l’ho tanto desiderata ed è bellissima. Il legno color miele si intona armoniosamente con il pavimento in gres color salmone; si vede che è legno massiccio e non di quel truciolato scadente. Ogni tanto, scorrendo lo sguardo sui pensili, si incontrano dei nodi, segno vivo della provenienza di quelle ante da un albero vero, non dal pressaggio di segature fra due fogli di laminato. Evviva, finalmente una cucina!! Questo mio entusiasmo bambinesco deriva forse dal fatto che non ho mai avuto una vera cucina mia. Quando ci siamo sposati, la nostra cucina era formata da pensili raccolti un po’ qua e un po’ là, con una credenza dal piano in formica color rosso, avanzo di qualche lavoretto fatto da mio suocero, che era falegname. Il vano cucina era poi così piccolo che addirittura non ci stava il tavolo ed avevamo attaccato al muro un pannello che veniva sollevato con un braccio mobile, quando serviva per mangiare, oppure era lasciato giù contro la parete, per non rubare troppo spazio. Andava benissimo così: in quindici mesi ci eravamo conosciuti, innamorati, sposati e non avevamo certo i soldi per arredarci completamente la casa e non avevamo certo voglia di aspettare ancora tanto per vivere insieme. Ricordo con tenerezza i primi pranzetti preparati lì. Io non sapevo cucinare; mia mamma aveva sempre pensato lei e non mi aveva mai coinvolto, né io apparivo interessata a questo aspetto così importante della vita: preparare i pranzi, le cene, le torte, le merende, le colazioni, trafficare con le mani sporche di pasta, frullare uova, assaggiare creme, fondere cioccolate, tutto ciò mi era abbastanza estraneo ed ho imparato, a poco a poco, nel corso degli anni ad apprezzarne l’importanza e la sacralità. Per questo i primi pranzetti a due furono dei veri disastri: fettine di carne simili a suole di scarpe, sughi bruciacchiati, brodini come acqua insipida nella quale galleggiavano stelline anemiche. Con gli anni, devo dire sono molto migliorata, anche se, ancor oggi, quando mi metto ai fornelli sono simile a quelle persone che dicono di essere stonate e quindi non cantano, senza sapere che gli stonati non esistono e che è solo questione di provarci e provarci ancora. Così io mi dico: non sono capace a cucinare e con ciò giustifico tante piccole disattenzioni e tanti piatti senza personalità. Ma nel mio DNA ci deve essere traccia di un grande amore per il cibo e per la sua preparazione. Se chiudo gli occhi, mi ritrovo in un’altra cucina: quella grande, enorme, nella casa di campagna di mia nonna, dove ho passato i primi tre anni di vita. I mobili qui avevano un’importanza relativa. Ricordo solo una credenza di legno intagliato e un’enorme piattaia dove venivano riposti i piatti bianchi con bordino blu. Ricordo una madia dove la mia nonna impastava il pane e un grande lavello in marmo bianco striato di grigio, imponente, solido, eterno. Sotto il lavello una stoffa a fiorellini stile provenzale nascondeva saponi e turchinetto. Poi c’era un enorme tavolo e appese alle pareti pentole, coperchi, mestoli di rame, setacci per farina. Il piano-cottura non era certo di quelli super accessoriati di oggi. Era a legna e assomigliava tanto ai barbecue che teniamo all’aperto in giardino, solo che si trovava in casa e non avendo cappe aspiranti, le pareti erano sempre annerite di fumo. La cucina era il centro del mondo, qui si intrecciavano le vite, i discorsi, i progetti, i dolori di tutti, era il cuore pulsante di quella grande famiglia, in un piccolo paesino dell’entroterra ligure. Ricordo alcuni odori che fanno parte della mia storia e in modo particolare l’odore del minestrone che faceva mia nonna. Alle sei del mattino era già in cucina che tagliava a pezzettini fini fini le verdure del suo orto: fagiolini, zucchine, carote, piselli, fagioli, sedani, patate, cipolle, bietole, erbette di vari tipi, fra cui cime di ortiche, e altre di cui non saprei definire il nome. Mi ricordava un po’ Amelia la fattucchiera - anche se la mia nonna aveva un viso più da fata che da strega- perché la pentola che usava era enorme e lei rimescolava in continuazione quella specie di pozione. Il segreto stava nella pazienza di lasciar cuocere a fuoco lento per ore ed ore, tanto che le verdure si sfaldavano, si fondevano i colori, si intrecciavano le fibre, il liquido diventava consistente e poi quasi solido. Non c’era nessuna premura, nessuna fretta, la mia nonna non doveva correre da nessuna parte. A tratti lasciava il mestolo e prendeva in mano un lavoro di cucito e così alternava due attività estremamente creative che, si vedeva benissimo, le davano grande soddisfazione e senso di appagamento. Dopo qualche ora di rimescolamento si spandeva per tutta la casa un odore che definirei entusiasmante. A questo punto entravano in ballo le croste di formaggio grana, gli avanzi secchi di pezzi grattugiati. La nonna li buttava dentro il pentolone e questi, fondendosi, riempivano l’aria di un aerosol paradisiaco. L’ ultimo ingrediente era il basilico. Questo veniva tritato con una mezzaluna sopra un tagliere di legno oppure pestato dentro un mortaio insieme a formaggio grana ed aglio e quindi veniva aggiunto nel pentolone per gli ultimi minuti di bollore con abbondante olio. Il ricordo di quella specie di nettare degli dei, ancora oggi, mi riempie di commozione e orgoglio insieme. Riapro gli occhi e mi ritrovo nella mia bella cucina nuova. Ora i montatori se ne sono andati ed è tutto così perfetto, da esposizione. E’ bellissima, lo ripeto è bellissima! Sono emozionata, curiosa come un bambino che ha appena spacchettato un nuovo regalo. Apro il forno: è ventilato, posso cuocere insieme una torta e una pizza; i due odori non si mescoleranno. I cassetti scorrono su guide in metallo che li rendono docili ad una lieve spinta della mano. Il lavello è di un nuovissimo materiale color avena, resistente ed inattaccabile dallo sporco. Il frigorifero ha uno spazio enorme per i surgelati: finalmente potrò fare grandi scorte. Ora bisogna inaugurarla! Sono parecchi giorni che mangiamo pane e prosciutto, perché c’è stato un buco nero fra la cucina vecchia e quella nuova, riempito dal lavoro dei muratori che per una settimana hanno imbiancato, stuccato, ripavimentato. Abbiamo voglia di qualcosa di liquido! Richiudo gli occhi: ecco di nuovo l’aerosol paradisiaco che ritorna da un viaggio lungo quasi 50 anni. Ci voglio provare, sì, ci voglio provare, anche se quella magia là rimane impossibile da ripetere. Ci voglio provare e questa volta l’approccio sarà deciso, caldo come un abbraccio della mia nonna. Non sono più stonata, io canto.

MariaTeresa