mercoledì, ottobre 24, 2007

PIANGERE

Esiste un pianto disperato, sgomento,senza sbocco; ma esiste anche un pianto che fa bene, di cui abbiamo bisogno. Questo è un pianto che è un dono (il famoso "dono delle lacrime").
Perchè è un pianto libero dall'angoscia piu' nera ,e pur non essendo propriamente un pianto di gioia, può essere qualcosa di simile a un pianto di dolore tra le braccia di un papà che ci abbraccia, ci vuole bene, ci perdona, che soffrendo e amando rispetta la nostra libertà, si fida, crede nel nostro prossimo passo, perchè Dio è Padre e non un Signore di schiavi.

lunedì, ottobre 22, 2007

Salvezza

Salvezza eterna significa che la tua vita ti è riconsegnata nella forma in cui desideravi viverla infatti la vita eterna sarà prima di tutto Vita nella sua pienezza.

UN' ALTRA DONNA

" Tra qualche anno la bambina diventerà una donna che chiederà ben poco alla vita, che non sarà mai di peso a nessuno, che non darà mai a vedere che anche lei ha sofferto, ha patito delusioni e sogni frustrati.
Una donna che sarà come una roccia nel letto di un fiume, che sopporta senza lamentarsi, la sua bontà non infangata, ma FORGIATA dalle disgrazie che si sono rovesciate su di lei.
...C'è qualcosa al fondo del suo essere che nessuno può spezzare.
Qualcosa di solido e irriducibile, come un blocco di calcare. "


dal libro : MILLE SPLENDIDI SOLI di Khaled Hosseini

" Non si possono contare le lune che brillano sui suoi tetti,
nè i mille splendidi soli che si nascondono dietro i suoi
muri."


NON E' SOLO KABUL A NASCONDERE MILLE SPLENDIDI SOLI, CREDO CHE DONNE COSI' ESISTANO IN OGNI PUNTO SULLA TERRA, A PRESCINDERE O MENO DAI TALEBANI, A PRESCINDERE O MENO DAL BURKA.

mercoledì, ottobre 03, 2007

Due Donne

Sono appena tornata da un mini viaggio a Vienna e ho avuto l'onore di conoscere un po' più da vicino le sue due donne : l'imperatrice Maria Teresa ed Elisabetta detta Sissi in lingua italiana ma che in verità si chiamava Sisi.
La prima , una donna energica che ha saputo reggere un impero con grande carisma, cicciottella, per nulla affascinante , con un doppio o triplo mento dovuto ad una certa pinguedine (come si puo' intuire dai ritratti e dal maestoso monumento a lei dedicato), eppure una donna molto felice nella sua vita privata con un matrimonio appagante, sereno, appassionato; una donna molto amata.
La seconda, di una bellezza straordinaria, molto di più di quella rappresentata nei film a lei dedicati, con un fisico da top model ( vitino di cm. 51), con dei capelli lunghissimi ,curatissimi, una dolcezza incredibile che traspare, un fascino che fa rimanere a bocca aperta; eppure una donna molto infelice nella sua vita privata, molto sola ( il marito aveva altro a cui pensare) ,non capita, non realizzata neppure con le maternità, insomma una di quelle creature che passano sulla scena della terra in continuo e faticoso travaglio.
Alla prima va tutta la mia simpatia :
m'è parso di cogliere in lei un guizzo ironico negli occhi.
Alla seconda va tutta la mia solidarietà da donna a donna.
Comunque è proprio vero che la bellezza non è garanzia di felicità.

venerdì, settembre 14, 2007

Non affogare

Chi vuole tirar fuori un amico dal fango
e dall'immondizia, deve scendere nel fango
e nell'immondizia per tirarlo fuori.
Per non affogare dovrebbe, però,allacciarsi
una corda intorno al corpo prima di scendere.
( da un racconto chassidico)

giovedì, agosto 09, 2007

Pioggia d'estate

Già ieri sera si capiva che sarebbe accaduto, anche se non si sentivano ancora i tuoni.
La natura era come sospesa. Tutto fermo, immobile, in attesa boccheggiante.
Già, boccheggiante, perchè è tantissimo che non piove, il prato davanti a casa è tutto giallo, il suo terreno è spaccato, le zolle quasi come nella teoria della tettonica,si alzano e nessuno le ha zappate. Gli alberi hanno le foglie all'ingiù e quando gli passi accanto sembrano dire: aiutami, aiutami, dammi da bere.
Il piccolo albicocco che abbiamo piantato in una domenica di maggio è quello che, secondo me, soffre di più; forse non ha messo ancora radici profonde e ha le foglie un po' sul giallo.
Anche noi, esseri umani risentiamo di questo seccume, infastiditi, più nervosi del solito, inumidati (fiaccati dall'umidità).
Se penso ai prati che abbiamo visto in AltoAdige, se chiudo gli occhi e rivedo quel verde, mi viene quasi da piangere (sguizzi d'acqua dappertutto, colori brillanti come lo smeraldo, foraggi, trifogli, erba medica, mini fiorellini coloratissimi).
Qui è tutto secco; qui è tutto brullo.
Ma ecco che stanotte è accaduto. Prima un rombare in lontananza più e più volte. Poi un ticchettio lieve sul tettuccio che c'è sopra la porta d'ingresso, come delle mani piccoline che vengono a tamburellare lievemente e poi più forte, scrosci più forti che imbevono il terreno.
Il prato ringrazia, l'albicocco ringrazia, l'abete davanti a casa ringrazia e così la menta, il rosmarino, la salvia ringraziano.
Ed anch'io ringrazio.
Subito l'immobilità della natura si trasforma e s'alza frescura.
Io mi giro e mi rigiro nel letto, sento tutto ciò che succede fuori e provo una sensazione di benessere e gratitudine e spero che il rombo dei tuoni e la musica della pioggia continui, continui, continui.
Mi godo a pieno queso momento; la settimana intensa è alle spalle non mi sono risparmiata, ho corso di qua e di là, ho accompagnato, ho sostenuto, ho sgobbato. Domani non ho granchè da fare, sto a letto più che posso.

(immagine tela su olio - Pioggia d'estate - A.Meschi)

venerdì, luglio 13, 2007

Mio padre

A volte mio padre era veramente depresso.
Tra l'altro non ci nascondeva mai i suoi sentimenti .Ce lo faceva sempre sapere quando era avvilito e infelice e spaventato. Non cercava di farci credere che era come la Rocca di Gibilterra.
Ci faceva sempre sapere che era umano e di questo lo ringrazio. Non era un simbolo di perfezione: era un simbolo di umanità!
Ricordo quando mio padre ci disse che il suo socio era scappato con tutto il denaro e nonsapeva neppure come avremmo fatto a mangiare il giorno dopo.
Mia madre aveva un' abitudine pazzesca:le piaceva ridere.
E questa notizia le sembrò molto buffa. Mio padre si infurio! Lei rideva con le lacrime che le scorrevano sulle guance e sapete cosa fece?
Preparò un banchetto come per un battesimo o un matrimonio:antipasto, pastasciutta, vitello, tutto.
Mio padre disse :mio Dio cos'è questa roba?
E lei disse: Ho speso tutto per questo.
E lui:sei pazza?
Lei disse: il momento in cui abbiamo bisogno di gioia è ADESSO, non dopo.E' adesso che dobbiamo essere felici. Stai zitto e mangia!
Sono passati molti anni e vi assicuro che non ho mai dimenticato quella cena, la cena della MISERIA di Mamma.
E sapete ce la facemmo a sopravvivere! Non è pazzesco! Sopravvivemmo. Guardate io sono qui.
E mio padre è vissuto fino a ottantasei anni

LEO BUSCAGLIA (VIVERE, AMARE, CAPIRSI)

mercoledì, giugno 13, 2007

La strada buona

Guidami oltre, Luce gentile,
nell'oscurità che mi circonda,
guidami oltre!
La notte è buia
e io sono lontano da casa.
Guidami oltre!
Non chiedo di vedere la scena distante.
Un passo mi è sufficiente.
John Newmann


Uno sconosciuto è il mio amico, uno che io non conosco.
Uno sconosciuto lontano lontano.
Per lui il mio cuore è pieno di nostalgia.
Perchè egli non è presso di me.
Perchè egli forse non esiste affatto?
Chi sei tu che colmi il mio cuore della tue assenza?
Che colmi tutta la terra della tua assenza?
Par Lagerkvist

lunedì, maggio 28, 2007

Cane sciolto

Dopo un lungo periodo di militanza in un movimento ecclesiale, circa 10 anni fa, ho cominciato a capire che quello non era il mio posto e da allora sono un po' un "cane sciolto" di Dio.
Ti ringrazio perchè in tutti questi anni non mi hai mai fatto mancare la Tua Tenerezza.
Ti ringrazio perchè, non avendo più un gruppo di riferimento, ho cominciato a capire che sei Tu il Riferimento.
Perdonami per tutte le volte che ho criticato ,sbagliandomi, e per tutte le volte che non ho avuto il coraggio di criticare, sbagliandomi altrettanto, perchè avrei potuto contribuire a cambiare, anche di poco, situazioni e persone oltre che me stessa.
Ti ringrazio per tutte le occasioni che mi hai regalato quest'anno a cominciare da Lourdes fino alla veglia di Pentecoste ,sabato scorso alla Guardia; dammi altre occasioni per conoscerTi, fammi attenta alle proposte che metti sul mio cammino, aiutami a coglierle, aiutami a sfrondarle da tutto ciò che è superfluo per arrivare all'essenziale.
Mi conosci molto bene, sai le mie paure, i miei talenti, sai quanto mi costano i distacchi e la solitudine, sai la mia forza e le mie debolezze, sai i miei amori...
Cane sciolto per modo di dire , tendo sempre a tornare a casa, Grazie per i Tuoi richiami, Grazie per le Tue carezze .

mercoledì, maggio 23, 2007

Fidarsi

Dal Vangelo secondo Matteo 6,25-34
In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: "Io vi dico: per la vostra vita non affannatevi di quello che mangerete o berrete, e neanche per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita forse non vale più del cibo e il corpo più del vestito?
Guardate gli uccelli del cielo: non seminano , nè mietono, nè ammassano nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre.
Non contate voi forse più di loro? E chi di voi, per quanto si dia da fare, può aggiungere un'ora sola alla sua vita? E perchè vi affannate per il vestito? Osservate come crescono i gigli del campo: non lavorano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora se Dio veste cosi' l'erba del campo, che oggi c'è e domani verrà gettata via, non farà assai più per voi, gente di poca fede?
Non affannatevi dunque dicendo:" Che cosa mangeremo, che cosa berremo, che cosa indosseremo?" Di tutte queste cose si preoccupano i pagani; il Padre vostro celeste infatti sa che ne avete bisogno. Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta. Non affannatevi dunque per il domani, perchè il domani avrà già le sue inquietudini, a ciascun giorno basta la sua pena".


Queste parole sono ,a mio parere, tra le più belle del Vangelo e mi risuonano nel profondo dell'anima come vere, tutte vere, tutte da prendere sul serio , e rivolte a me ,come la lettera di un amico , un amico che ha scritto 2000 anni fa a me ,proprio a me, e mi da dei consigli disinteressati per aiutarmi a vivere serenamente.
Non sta parlando in generale, sta parlando a Maria Teresa.
Non sta parlando della vita in generale , sta parlando della mia vita.
Non usa metafore, va diretto al punto.
Ed io mi trovo un po' spaccata in due: da una parte il fidarsi, dall'altra il non cedere, il non credere, etichettare il tutto con il termine "infanzia spirituale"e con cio' metterci una pietra sopra, come dire:bambinate, io ho una reputazione di adulta da salvare , queste cose sono per i poveri di spirito, gli ingenui, i deboli, i poveretti, io invece sono cosciente della realtà, i miei occhi sono ben aperti e non mi lascio fregare, io sono una cristiana matura e conosco il limite tra il buonismo, il volemose bene e la fatica, la coerenza, il sacrificio di se'.

SONO PROPRIO SICURA CHE SIA MEGLIO NON FIDARSI ?
SONO PROPRIO SICURA DI AVERE UNA FEDE PIU' DA ADULTI SE NON MI FIDO?
SONO PROPRIO SICURA CHE IL NON CEDERE IL NON ABBANDONARSI MI RENDE UNA DONNA MIGLIORE?

martedì, maggio 22, 2007

Pranzetti

Maggio: mese di pranzetti, o meglio mese di compleanni, per noi, di festicciole a sorpresa o programmate da lungo tempo, mese di ricorrenze, mese di matrimoni.



Marianna è la prima della lista:25 anni e sembra ieri...



Poi ci sono due bellissimi nipotini: Miriam e Paolo 7 e 5 anni



Poi una grigliata pic-nic con i vicini di pianerottolo

Poi c'è stata una festa a sorpresa per il comple di una cugina, mamma da pochi mesi



Poi un matrimonio : Michela e Francesco di una semplicità disarmante e coinvolgente



Poi 100 anni degli scout, che tanto hanno dato ai nostri figli e che non finiro' mai di ringraziare




Tavole imbandite : vederci uno di fronte all'altro è segno di comunione, di accoglienza; mangiare insieme è un sacramento, fare festa da' equilibrio, è un'arte, restituisce gioia di esistere, mette in circolo una calda reciprocità.

martedì, maggio 08, 2007

1° Maggio: festa del lavoro

Il bucato del Lunedì

Signore, oggi è lunedì.

Sono uscita ed ho visto svolazzare alle finestre e sui balconi, la biancheria stesa ad asciugare,ed ho sentito mormorare nel mio cuore la canzone della sofferenza e quella dell’amore: biancheria sporca, biancheria lavata, biancheria asciutta, biancheria stirata e sporcata di nuovo per essere lavata, riasciugata, ristirata. Biancheria di mio marito, biancheria di mio figlio, biancheria di mia figlia, ed in mezzo la mia. Biancheria della settimana, fino alla prossima di bucato in bucato, di asciugatura in asciugatura, di stiratura in stiratura.
Signore, questa sera ti offro, per tutte quelle che non ti conoscono, o per tutte quelle che non pensano a pregare, questa biancheria candida, più morbida, più vaporosa, questa biancheria che profuma dell’amore delle mamme e di quello delle spose. Ti offro tutti questi gesti quotidiani ripetuti mille volte, che sanno che amare significa resistere, ben al di là delle fatiche.

“Figliolo te l’ho mai detto? Te lo dico e tu dillo ai tuoi fratelli: il regno dei Cieli assomiglia ad una donna, che per tutta la vita della biancheria sporca fa biancheria pulita, e non per il potere del detersivo miracoloso ma con il miracolo dell’amore donato ogni giorno”.


Ho scelto questo testo per ricordare il lavoro nascosto di tante donne che non appariranno mai in televisione, che non faranno mai carriera, donne alle quali non verrà mai chiesto un autografo, ne' un'intervista, donne che in silenzio portano avanti le loro famiglie, giorno dopo giorno, bucato dopo bucato, pasto dopo pasto, bolletta da pagare dopo bolletta...
Queste donne fanno la Storia e molte di loro non lo sanno, queste donne e il loro lavoro umile, scontato, noioso, ripetitivo sono le colonne su cui si reggono realtà importanti, hanno una dignità da regine, che spesso non viene loro riconosciuta.
Mi inchino davanti a queste regine ! Applausi, applausi perchè non sgomitano , non appaiono in gigantografie sui muri della nostra città, non sono candidate a nulla ,nè a sindaco, nè ad assessore, nè a capogruppo ; non imitano Segolene Royal che usa i peggiori difetti degli uomini ( aggressività, mano alzata con dito proteso contro l'avversario) per farsi spazio in politica. Buon lavoro sorelle non famose, buon lavoro!

martedì, aprile 17, 2007

Il grano e la farina

Non ci è domandato di essere forti nei momenti di sofferenza.
Non si chiede al grano, quando lo si macina, di essere forte, ma di lasciare che la macina del mulino ne faccia della farina.
Madeleine Delbrel

STARE FERMI ,STARCI, QUANDO ARRIVA UN DOLORE, STARCI E BASTA SENZA CHIEDERE GRANDI SPIEGAZIONI A SE', AGLI ALTRI, A DIO , SENZA RECRIMINARE, SENZA ALZARE PUGNI VERSO IL CIELO, SENZA GETTARE VELENO ADDOSSO A CHI PIU' AMIAMO . STARE ...E' LA COSA PIU DIFFICILE CHE C'E', MA E' ANCHE LA PIU' SAGGIA, QUELLA CHE CI TRASFORMA , CHE CI CAMBIA IN MEGLIO.
QUANDO FACEVO IL CORSO DI PREPARAZIONE AL PARTO ,UNA BRAVISSIMA OSTETRICA CI SPIEGAVA CHE ALL'ARRIVO DELLA CONTRAZIONE NON ERA CONVENIENTE IRRIGIDIRSI MA PIUTTOSTO ABBANDONARSI AD ESSA ,ALL'ONDATA DI DOLORE, QUASI ASSECONDANDOLO, RESPIRANDO ADEGUATAMENTE .
COSI' NASCE UN BAMBINO, COSI' LA FARINA PUO' DIVENTARE PANE, FACENDOSI STRITOLARE,COSI' MOLTI DI NOI, ATTRAVERSO AVVENIMENTI CHE MAI AVREBBERO VOLUTO VIVERE, CHE MAI AVREBBERO SCELTO, SONO CAMBIATI IN MEGLIO, SONO CRESCIUTI, SONO DIVENTATI UOMINI E DONNE DEGNI DI TALE NOME .
TEMPO DOPO , A VOLTE, TUTTO SI SPIEGA E RIUSCIAMO A COMPRENDERE ANCHE IL PERCHE' DI CERTE PROVE CHE ABBIAMO INCONTRATO LUNGO IL NOSTRO VIAGGIO.

venerdì, aprile 06, 2007

PASQUA

Vorrei che potessimo liberarci dai macigni che ci opprimono, ogni giorno: Pasqua è la festa dei macigni rotolati. E' la festa del terremoto.
La mattina di Pasqua le donne, giunte nell'orto, videro il macigno rimosso dal sepolcro.
Ognuno di noi ha il suo macigno. Una pietra enorme messa all'imboccatura dell'anima che non lascia filtrare l'ossigeno, che opprime in una morsa di gelo; che blocca ogni lama di luce, che impedisce la comunicazione con l'altro.
E' il macigno della solitudine, della miseria, della malattia, dell'odio,
della disperazione del peccato.
Siamo tombe alienate. Ognuno con il suo sigillo di morte.
Pasqua allora, sia per tutti il rotolare del macigno, la fine degli incubi, l'inizio della luce, la primavera di rapporti nuovi e se ognuno di noi, uscito dal suo sepolcro, si adopererà per rimuovere il macigno del sepolcro accanto, si ripeterà finalmente il miracolo
che contrassegnò la resurrezione di Cristo.

(don Tonino Bello)

giovedì, aprile 05, 2007

CHE GUEVARA ERA LAUREATO !!!!

Pomeriggio di lite, ieri.
Torna il piccolo di casa da scuola e con stupore ed amarezza scopro che le pagine del suo diario sono bianche candide (cioè non ha scritto nessun compito da fare in queste vacanze pasquali).
Se il ragazzo avesse tutti 7 e 8 sinceramente me ne fregherei, ma la storia non è cosi': i suoi voti tendono più a scendere in picchiata sotto la linea di demarcazione fra il non suff. e il baratro. Gli chiedo e mi chiedo perchè. Mi dice che si è dimenticato. E QUI PARTE LA LITE.
Più che lite è un monologo furibondo.
Mentre urlo in camera sua mi cade l'occhio su una foto di Che Guevara che lui tiene "siccome cosa sacra" sopra il letto.
Il mitico Ernesto Che ( che bell'uomo!) mi sorride ed io non trovo di meglio da dire che lui, il Che, era laureato, laureato in medicina; lui, il Che, prima di essere un rivoluzionario, era uno che aveva sgobbato sodo, uno che si era fatto il mazzo , uno con le palle insomma .( altro che non scriversi i compiti delle vacanze per paura di dover passare qualche ora sui libri!).

Ok Ok SONO ALLA FRUTTA Ho bisogno di qualche giorno di vacanza.

lunedì, aprile 02, 2007

UNA BRIOCHE AVVELENATA

Una brioche posata sul tavolo della cucina, al mattino alle sei, dopo un sabato notte passato fuori.
Un sabato notte passato in una discoteca e poi un passaggio dal primo forno aperto che si incontra: è questo il gentile omaggio da portare a casa.
E' il regalo che molti figli credono di fare ai loro genitori ( e qualche genitore ne è anche teneramente commosso) .
Questo regalo non ripaga e non ripagherà mai di tutto il sonno perso, delle ansie, delle paure di una mamma e di un papà.
Ma non so come spiegarlo a mio figlio, che anche lui come moltissimi altri si adegua al rito delle notti nei vicoli o al LUNA ROSSA o in Versilia. Non riesco ad essere contenta di questi riti, sono piuttosto esterefatta e non provo tenerezza, proprio nessuna tenerezza, nel vedere questo dolcetto posato sul tavolo. E' un dolcetto avvelenato che vorrebbe lasciare questo messaggio:" Ecco , sono tornato a casa, sono sano e salvo, sono di là che dormo in camera e ti lascio il segnale della mia presenza. Anche per stanotte non è successo nulla di quello che tanto ti spaventa, nessun incidente di macchina, tutto tranquillo ."


VERAMENTE PENSO CHE E' MOLTO DIFFICILE FARE I GENITORI OGGI.
I RITI DI PASSAGGIO CI SONO SEMPRE STATI,MA QUELLI DEI NOSTRI GIORNI CREDO SIANO MOLTO PIU' TRIBALI DI QUELLI DEL FILM "UN UOMO CHIAMATO CAVALLO".
LA PAZIENZA CHE CI E' RICHIESTA E' A VOLTE QUASI DISUMANA.
OGNI TANTO UN GRIDO ME LO CONCEDO, UN GRIDO PER NON IMPLODERE, UN GRIDO PER TIRARE FUORI IL DOLORE, UN GRIDO COMPENSATORIO, IL GRIDO SANO DI UNA GENERAZIONE DI GENITORI PROVATI :" FINO A QUANDO SIGNORE, FINO A QUANDO?".

venerdì, marzo 30, 2007

IL PESCIOLINO

In Oriente si racconta la storia di un pesciolino nell'Oceano.
Qualcuno dice al pesce:"Oh! Quanto è immenso l'oceano. E' sconfinato, meraviglioso!"
E il pesce nuotando a destra e a sinistra, ribatte ;"Dov'è l'oceano?"
"Ci sei dentro"

FORSE DIO STA GUARDANDO IL NOSTRO VOLTO E NOI NON LO RICONOSCIAMO.

mercoledì, marzo 21, 2007

PRIMA LA COPPIA POI I FIGLI

La coppia viene prima di tutto.
Il figlio arriva soltanto in seguito.
E' il frutto di una coppia, una delle sue ragioni di vivere, ma la priorità assoluta è la coppia.
Essa è cerniera , roccia, pietra angolare. Una coppia che dialoga, discute, si perdona, si solidifica per essere poi unita al servizio dei figli; mentre una coppia che pensa soltanto ai figli è una coppia fallita.
Mio padre e mia madre mi sono parsi esemplari. Si amavano immensamente e si vedeva, era qualcosa che risplendeva ... e i loro raggi d'amore penetravano noi figli.
Nessuno si può immischiare negli affari di una coppia. Che si può fare quando tutto va alla deriva? E' la coppia stessa che se ne deve occupare: devono interrogarsi ,perdere tempo in due, lasciare i bambini a qualcuno e battersela in una foresta, in un albergo ,in un monastero ( dovunque i due credano sia meglio) a cadenze regolari. E' una questione di sopravvivenza, è straordinariamente importante e vitale , inestimabile tesoro anche per i figli.

" DAL LIBRO : IL GRIDO DEI GIOVANI " di Guy Gilbert

QUALCUNO LO CHIAMA CONDIVIDERE , QUALCUNO COMUNIONE D'ANIMA, QUALCUNO " IL DOVERE DI SEDERSI," QUALCUN' ALTRO "RITROVARSI"...
CHIAMIAMOLO UN PO' COME VOGLIAMO O COME CI HANNO INSEGNATO E TRAMANDATO , MA SOPRATTUTTO FACCIAMOLO .
SONO A VOLTE SINCERAMENTE STUPITA DI FRONTE A TANTE SEPARAZIONI E FALLIMENTI DI PERSONE A ME CARE .
PUO' CAPITARE CHE IN ALCUNI CASI SIA NECESSARIO LASCIARSI PERCHE' LA VITA DIVENTA INVIVIBILE, PUO' CAPITARE CHE SI POSSA SBAGLIARE UNA VOLTA NELLA SCELTA DEL COMPAGNO O DELLA COMPAGNA, PUO' CAPITARE CHE ANCHE CON LE MIGLIORI INTENZIONI E DOPO NUMEROSI TENTATIVI PER SALVARE CI SI DEBBA ARRENDERE ; MA QUESTA "EMORAGGIA "ALLA QUALE QUOTIDIANAMENTE ASSISTIAMO , QUESTA TERRIBILE EMORAGGIA DI FAMIGLIE CHE SI SFASCIANO, DI DIVORZI, DI SPACCATURE ,DI DOLORI, DI FIGLI CHE NON HANNO PIU' UNA IDENTITA' PERCHE' SI PERDONO IN FAMIGLIE ALLARGATE FACENDO FINTA DI ESSERE TANTO FELICI ... BE' QUESTO MI FA TORNARE ALL'INIZIO DEL DISCORSO A CREDERE NELLA PRIORITA' DELLA COPPIA PRIMA DI OGNI ALTRA COSA E NELLA PRIORITA' DI TUTTO UN LAVORARCI SOPRA , QUASI UNO SGOBBARCI SOPRA CON AMORE E SPERANZA : E' IL LAVORO PIU' BELLO CHE ESISTA.

giovedì, marzo 15, 2007

UNA STORIA D'AMORE FRA ME E LUI

Ma ora mi interroghi e dici :" Come faccio a pensare a Dio in se stesso e che cos'è Dio?
In verità non posso risponderti che a questo modo:" Non ne so niente."
...su Dio com'è in se stesso nessuno può fare delle meditazioni. Per questo lascero' da parte tutto ciò che posso pensare e scegliero' per il mio amore quella cosa che non posso pensare. Perchè? Perchè Dio lo si può amare ma non pensare. Solo con l'amore lo si può afferrare e trattenere, non certo con il pensiero. Perciò anche se è bene talvolta pensare alla bontà e alla perfezione di Dio, e per quanto questo possa rivelarsi illuminante e costitutuire parte della contemplazione stessa , tuttavia ciò deve essere ricacciato in basso e ricoperto da una nube d'oblio.
E tu camminaci sopra con vigore e con zelo, sotto la spinta di un gioioso slancio d'amore, nell'intento di perforare quell'oscurità che ti sovrasta. Colpisci dunque quella fitta nube della non - conoscenza con la freccia acuminata del desiderio d'amore e NON MUOVERTI DI LI , QUALUNQUE COSA CAPITI."

Capitolo VI del libro "La nube della non-conoscenza" di anonimo del XIV secolo

lunedì, febbraio 26, 2007

QUANDO NON C'E' IL SOLE

E' strano ma può capitare.
Può capitare che il sole non c'è, che è una brutta giornata grigia , e tu non te ne accorgi.Perchè il sole che ti interessa in quel momento non è in cielo ma è in una persona ben precisa che sta davanti a te o è in una situazione molto bella che stai vivendo, o è in te, da tanto ti senti sorpreso e felice.
Le persone metereopatiche esistono, io sono una di loro, ma durante questi pochi giorni di vacanza senza sole, mi è capitato di avere il sole.